ATRI – Alcuni giorni fa si è tenuto un incontro tra i rappresentanti delle società sportive del territorio atriano, il sindaco Piergiorgio Ferretti e l’assessore allo Sport Federica Rompicapo per l’assegnazione, in uso stagionale, delle palestre comunali per l’anno sportivo 2026-2027.
Come tristemente prevedibile, anche quest’anno le società sportive locali dovranno accontentarsi dei ridotti orari della scorsa stagione, vivendo una situazione di perenne emergenza e disagio logistico.
Nonostante le promesse del sindaco Ferretti, che entro ottobre dovrebbe sbloccare la palestra presso la nuova sede comunale distaccata COM-COC (Centro Operativo Misto/Centro Operativo Comunale), adiacente al campo sportivo, la realtà potrebbe imporre di attendere un altro intero anno di sacrifici e divisioni forzate degli spazi.
All’interno della nuova struttura è stata ricavata, difatti, una nuova palestra, concepita per essere messa a disposizione anche delle associazioni sportive locali, sopperendo in parte alla cronica carenza di spazi e alla perdita dell’antistadio originario.
Ma, pur rappresentando un’opera moderna e sicura, la gestione di questo nuovo spazio sportivo è al centro del dibattito cittadino e delle denunce delle associazioni sportive. Perché, essendo un edificio di Protezione civile legato alla gestione delle emergenze, in caso di calamità naturale – eventi che tutti auspichiamo non debbano mai verificarsi – la palestra verrebbe immediatamente requisita per le operazioni di soccorso, lasciando le società senza spazi e costringendo l’amministrazione a gestire complessi incastri di orari.
Le società sportive di Atri saranno costrette a spartirsi con il contagocce le poche ore disponibili presso il palazzetto del Centro Turistico Integrato, generando un malumore profondo e del tutto legittimo.
L’insoddisfazione tra i sodalizi sportivi è ormai dilagante e palese. In molti denunciano l’immobilismo totale dell’amministrazione nel risolvere strutturalmente la cronica carenza di impianti.
Ancora più grave è l’amara constatazione che il Comune ha clamorosamente perso la grande opportunità offerta dai fondi del PNRR. Senza programmazione né lungimiranza, Atri continua a rincorrere le emergenze, condannando i giovani e le associazioni a un limbo inaccettabile che penalizza il futuro della comunità e dello sport cittadino.
