Atri, ventuno anni di centrodestra e una sinistra ancora in cerca di sé

ATRI – È vero mancano tanti mesi alle prossime elezioni amministrative ad Atri ma nella città ducale il fermento politico non manca. Anzi non è mai mancato. Storicamente. E allora conviene dare uno sguardo ad una situazione che solo apparentemente appare definita: e cioè da una parte il centro-destra, dall’altra il centro sinistra. Tutto regolare direbbe qualche osservatore distratto. Si, perché non è tutto regolare a guardare bene i due schieramenti. Ad essere sinceri il centro-destra, così come è adesso, sembra il più compatto. Qualche scricchiolio lo ha subito con l’uscita alla maggioranza di Pierfrancesco Macera (ex FdI) che qualcuno ha subito tradotto in: “Ma come fa adesso Fratelli d’Italia a giustificare con soli tre consiglieri due assessori ed il vice sindaco?” Nessun problema, un veloce rimescolamento di carte, complice anche l’addio quasi sicuro di Marini dal consiglio comunale di Atri (Per fare cosa?), una presidenza alla Lega, l’ingresso del segretario cittadino di FI in consiglio e il gioco è fatto. Tutti buoni e tranquilli pronti alle prossime elezioni con un sindaco che non sarà Ferretti ma quasi sicuramente una donna.

Dall’altra parte la situazione appare più complicata. Prospettiva Atri, che contiene al suo interno PD, Azione, Movimento 5 stelle ed una “indipendente” si dichiara l’unica e vera opposizione al centro-destra. Ma c’è un piccolo particolare da sottolineare: qualche mese fa a sinistra si è materializzata Sinistra Italiana che, senza tema di essere smentiti, nasce da una costola del PD. In molti sono approdati al SI, prova ne è che il segretario cittadino è un ex componente del direttivo PD. Tutti, in pubblico, si definiscono “aperturisti” e cioè aperti al confronto, ad allargare i confini dell’alleanza. Insomma le solite cose. Sotto sotto, invece, le cose sembrano meno lineari di quello che si vorrebbe far credere. L’ala, chiamiamola “governativa” del centro-sinistra che si ritrova in Prospettiva Atri non è riuscita ancora a rimarginare le ferite che si sono verificate nelle passate elezioni suppletive quando molti dirigenti del PD fecero mancare il loro apporto alla lista, oppure quando il candidato sindaco della prima elezione si tirò indietro nelle ultime ore per “motivi personali”. E lo stesso sembra essere accaduto tra le persone che ora compongono SI. Personalismi, veti incrociati, uomini della provvidenza pronti a scendere in campo solo se si vince, personaggi ambigui che prima stavano da una parte e poi sono tornati indietro. Poi ci sono i 13 milioni di euro di debito da ripianare in 15 anni. Questa è la galassia in cui dovrà muoversi chi, da qui ai prossimi anni, vorrà rimettere insieme i cocci di un vaso rotto in più parti. Quando si chiuderà questa legislatura ad Atri saranno 21 anni ininterrotti di governo di centro-destra. Ventuno anni in cui una larga parte della cittadinanza, quella che ha votato per la minoranza, è rimasta fuori da qualsiasi processo decisionale o progetto di comunità. A volte grazie alla forza elettorale del centro-destra, spesso per le eterne divisioni della sinistra. Un campo, quest’ultimo, in cui qualcuno dovrà pur assumersi le proprie responsabilità. A destra si torna già a sperare. Ahh dimenticavo: non dite che non ve lo avevamo detto!