Nasce la "Notte del Saltarello": un festival diffuso mette in rete le grandi tradizioni dell'Appennino teramano

La “Notte del Saltarello” cambia formula e diventa un festival diffuso che mette in rete alcune delle più importanti manifestazioni della tradizione popolare dell’Appennino teramano.

Dal 31 luglio all’11 agosto un unico cartellone collegherà il 48° Incontro Internazionale del Folklore di Penna Sant’Andrea, la 57ª edizione del Festival dell’Organetto Ddù Botte di Basciano e la 32ª edizione di “Valfino al Canto” di Arsita.

L’iniziativa è stata presentata nella sede della Provincia di Teramo e nasce con l’obiettivo di promuovere in modo unitario il patrimonio culturale dei tre comuni, valorizzando musica popolare, teatro, danza, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche attraverso una proposta condivisa, rivolta sia ai residenti sia ai visitatori.

Il festival prenderà il via a Penna Sant’Andrea dal 31 luglio al 2 agosto con l’Incontro Internazionale del Folklore, che vedrà la partecipazione di gruppi provenienti anche da Spagna, Grecia e Macedonia del Nord, insieme al tradizionale “Laccio d’Amore”, simbolo della cultura popolare locale.

Dal 5 al 7 agosto il testimone passerà a Basciano con il Festival del Ddù Botte e la storica Sagra del Prosciutto Abruzzese, mentre dal 9 all’11 agosto Arsita ospiterà la nuova edizione di “Valfino al Canto”, rassegna dedicata alle musiche tradizionali, ai concerti itineranti e alla partecipazione spontanea dei musicisti, affiancata dalla Sagra del Coatto.

Oltre al calendario degli eventi, il progetto punta a costruire una rete stabile di promozione del territorio attraverso strumenti di comunicazione condivisi, materiali informativi, itinerari turistici e una piattaforma digitale dedicata all’Appennino teramano, con l’obiettivo di valorizzare in modo coordinato borghi, paesaggi, produzioni tipiche e manifestazioni culturali.

La nuova formula della “Notte del Saltarello” punta così a trasformare tre eventi storici in un unico festival territoriale, rafforzando la collaborazione tra i comuni e proponendo un’offerta culturale integrata, capace di raccontare l’identità dell’Appennino teramano.