Cocciniglia dei pini, il caso si accende: tra obblighi di legge e accuse senza firme

PINETO – «Ad oggi non ci sono richieste di accesso agli atti e gli ambientalisti si sono dichiarati soddisfatti nell’ultima riunione operativa». Lo precisa il presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Fabiano Aretusi, intervenendo sul tema della diffusione del parassita che sta colpendo i pini del territorio.

Nonostante questa precisazione, la presenza di alcuni focolai nella pineta e in altre aree di Pineto continua ad alimentare il dibattito, soprattutto in relazione agli obblighi che la normativa impone non solo ai privati, ma anche agli enti pubblici e ai gestori delle aree interessate.

Le disposizioni vigenti prevedono infatti misure obbligatorie quali l’abbattimento delle piante compromesse, i trattamenti fitosanitari, gli interventi selvicolturali, il divieto di movimentare piante infestate e un costante monitoraggio della situazione. Obblighi che ricadono sui proprietari e sui gestori delle aree, senza alcuna distinzione tra soggetti pubblici e privati.

Nelle ultime settimane si sono rincorse indiscrezioni secondo cui da diversi mesi sarebbero state inviate segnalazioni tramite Pec ed e-mail agli enti competenti per richiamare l’attenzione sul problema. Qualora tali comunicazioni fossero state effettivamente acquisite, sarà importante chiarire quali controlli siano stati effettuati, quali interventi siano stati programmati e con quali tempistiche. A onor di cronaca, però, bisogna sottolineare che nessuno spiega chiaramente chi e quando sono state fatte queste segnalazioni, così come nessuno fa i nomi delle associazioni ambientaliste contrarie al piano degli interventi. Si ha l’impressione che qualcuno stia mestando nel torbido e che la battaglia alla cocciniglia si sia già trasformata in una battaglia politica e personale.