ATRI – Ad Atri l’estate non porta soltanto eventi, musica e cultura, ma anche qualche inevitabile discussione politica. Al centro del confronto c’è la determina n. 737 del 23 luglio 2026, con cui il Comune ha assegnato i contributi economici alle associazioni inserite nel cartellone “Cultura In Eventi”.
Nulla da eccepire, almeno in apparenza: le iniziative ci sono, le associazioni coinvolte pure e i fondi sono stati distribuiti. Il punto che fa discutere, però, è un altro: il metodo scelto dall’amministrazione. Per assegnare le risorse non è stato infatti previsto un bando pubblico, ma si è proceduto con contributi diretti.
Una scelta che ha fatto storcere il naso a diverse realtà associative, rimaste fuori dalla possibilità di presentare progetti e magari provare a convincere il Comune della bontà delle proprie idee. In pratica, la partita sarebbe stata giocata senza aprire ufficialmente le iscrizioni: chi era in campo ha partecipato, gli altri hanno guardato dalla tribuna.
Anche le opposizioni hanno acceso i riflettori sulla vicenda, parlando di un ritorno alla logica dei contributi “a discrezione” e chiedendo maggiore trasparenza. Secondo la minoranza, un bando avrebbe garantito criteri più chiari e una competizione aperta tra proposte culturali diverse.
Nel dettaglio, la fetta più consistente dei finanziamenti è andata alla Pro Loco Hatria, con 8.500 euro, seguita dall’associazione A.C.A.I. con 4.300 euro e da Pinta tra i Dipinti con 3.000 euro.
A seguire contributi da 2.500 euro per Abruzzo Ontario, Cul.Tur.A’ e Promoeventi; 2.000 euro per Archeoclub – Sezione di Atri “Pino Ulisse Zanni”, Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta, Associazione Rione San Domenico e Coro Folkloristico Antonio Di Jorio.
Più contenuti gli altri stanziamenti: mille euro per Hat Hatria Polisportiva, L’Istrice e Fondazione Aria, mentre Tersiko’reo riceverà 500 euro.
Il caso, insomma, sembra seguire una vecchia regola della politica: spesso il problema non è dove finiscono i soldi, ma il percorso che li porta a destinazione. E ad Atri il vero spettacolo, almeno per ora, sembra essere quello che si svolge fuori dal palco: il dibattito sulla trasparenza delle scelte amministrative.
