Il consigliere regionale del Partito Democratico Dino Pepe torna a criticare la gestione della sanità abruzzese da parte della Giunta regionale. Al centro delle polemiche la mancata risposta scritta dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì a un’interpellanza presentata dallo stesso Pepe insieme ai consiglieri Mariani, Cavallari, Blasioli e Paolucci.
Secondo Pepe, la seduta del Consiglio regionale non avrebbe fornito i chiarimenti richiesti sull’individuazione dell’ospedale di II livello previsto dalla legge di riordino 60/23. Il consigliere ha ricordato come un DEA di II livello sia una struttura destinata alla gestione delle emergenze più complesse, con capacità diagnostiche e terapeutiche avanzate.
Pepe ha contestato la comunicazione dell’assessore Verì secondo cui lo studio di fattibilità per l’individuazione del DEA di Secondo Livello sarebbe stato trasmesso ai Ministeri competenti già il 26 marzo 2025, riguardando i presidi ospedalieri di L’Aquila e Pescara. Per il consigliere, si tratterebbe di un documento importante rimasto a lungo non condiviso con il Consiglio regionale e con i cittadini.
L’esponente del Pd sostiene inoltre che la successiva ipotesi dei cosiddetti “DEA funzionali”, capaci di coinvolgere anche Teramo e Chieti, riprenda una proposta già avanzata dalla precedente amministrazione regionale di centrosinistra nel 2016.
“Nel frattempo – afferma Pepe – sono stati persi anni preziosi e la provincia di Teramo si ritrova ancora una volta penalizzata dalle scelte della maggioranza di centrodestra”.
Il consigliere regionale conclude criticando la situazione generale della sanità abruzzese, citando il disavanzo dei conti, l’aumento delle tasse e le difficoltà nell’accesso ai servizi. “Le segnalazioni dei cittadini su liste d’attesa sempre più lunghe, con prenotazioni fissate anche al 2030 – sostiene Pepe – rappresentano un fallimento politico e amministrativo”.
