L’attesa per la manifestazione Atri a Tavola è alle stelle, in una città ducale che si prepara a elevare il concetto di cibo e benessere a un vero e proprio spettacolo culturale. Nell’ambito di questo straordinario appuntamento, che vedrà protagonista il dialogo tra nutrizione sportiva e stile di vita sano, un ruolo chiave sarà ricoperto da Luigi Ferri, chef del rinomato ristorante atriano Lisca 10.
Il noto chef incanterà il pubblico non solo con la sua visione innovativa della cucina d’autore, ma anche svelando il dietro le quinte del suo forte sodalizio con la stella della pallacanestro internazionale Simone Fontecchio. Un’amicizia e una collaborazione professionale che uniscono i parquet di tutto il mondo alle eccellenze gastronomiche abruzzesi.
In vista della grande serata, abbiamo rivolto alcune domande allo chef Luigi Ferri sul suo rapporto speciale con il campione.
Chef Ferri, come e dove è nato il suo sodalizio professionale e personale con Simone Fontecchio?
«Il tramite è stato Matteo Del Principio e poi si è sviluppato tutto in modo spontaneo, radicato nella nostra comune terra d’origine e in una profonda stima reciproca. Ci siamo subito riconosciuti nella stessa dedizione e nella continua ricerca della perfezione, ciascuno nel proprio ambito.»
Quanto incide la sua cucina nel supportare quotidianamente le performance di altissimo livello di un campione come Simone?
«Cerco di essere il suo punto di riferimento in cucina quando è concentrato sulla cura del corpo. Progettiamo insieme un’alimentazione che elimini gli eccessi, ma che esalti il gusto, trasformando ogni piatto in un carburante sano per sostenere i ritmi della NBA.»
Qual è l’aspetto del suo carattere o della sua professionalità che la sorprende di più ogni volta che lavorate insieme?
«La sua incredibile umiltà, unita a una disciplina ferrea. Nonostante calchi i palcoscenici più importanti del mondo, Simone conserva una spiccata curiosità per il cibo e per la qualità degli ingredienti che sceglie per alimentarsi.»
Ci racconta un aneddoto o un piatto particolare che ama preparare per Simone quando torna in Abruzzo?
«Più che un piatto elaborato, Simone ama la purezza e la semplicità dei prodotti del nostro territorio. Quando rientra, apprezza particolarmente il pesce freschissimo, lavorato con cotture leggere e pulite che ne esaltano la qualità senza appesantirlo.»
In che modo questa straordinaria collaborazione sta influenzando anche la filosofia del ristorante Lisca 10?
«Confrontarsi con un atleta della caratura internazionale di Simone spinge a riflettere sempre di più sul concetto di nutrizione funzionale. Ci insegna che la grande cucina può e deve contribuire al benessere, dimostrando che leggerezza e gusto possono convivere perfettamente.»
