Parte una petizione di Altroconsumo per salvare le spiagge libere

Parte anche a Pineto una petizione promossa da Altroconsumo per il rilancio e la tutela delle spiagge libere. L’obiettivo è chiaro: chiedere una riforma che garantisca una maggiore disponibilità di spiagge accessibili gratuitamente, dotandole al tempo stesso dei servizi essenziali.

Sul tema, però, non mancano i pareri discordanti. C’è chi si chiede, ad esempio, chi dovrebbe occuparsi della gestione di questi spazi. Per alcuni, infatti, i lidi attrezzati restano la soluzione migliore, soprattutto nel mese di agosto, quando le spiagge libere, complice l’elevata affluenza, vengono definite da qualcuno come un vero e proprio “accampamento”. Per questo motivo, ritengono giusto che continui a esistere un’alternativa organizzata.

C’è anche chi la pensa in modo opposto. Una signora, ad esempio, si dice molto soddisfatta dei lidi perché, a suo avviso, offrono un clima familiare e permettono ai bagnanti di usufruire di servizi come docce, bagni e punti di ristoro.

Molti ritengono, tuttavia, che il potenziamento delle spiagge libere rappresenterebbe un passo importante. In numerosi tratti di litorale, infatti, mancano ancora i servizi primari, rendendo meno agevole la permanenza dei bagnanti. Per questo motivo sarebbe opportuno investire nel miglioramento di queste aree, senza penalizzare i lidi, ma facendo in modo che le spiagge libere siano adeguatamente attrezzate e pienamente fruibili.

«È un’iniziativa importante – spiega una turista – perché, se le spiagge libere fossero dotate dei servizi necessari, risponderebbero perfettamente alle esigenze di chi dispone di pochi giorni di vacanza.»

Un’opinione che non tutti condividono. «Solo chi va al mare saltuariamente può preferire una spiaggia libera – afferma una villeggiante –. Io, invece, apprezzo i comfort che offre un lido attrezzato.»