Pic-nic in pineta, scatta lo stop: “Tavoli e sedie non sono conformi”

Dai controlli effettuati in pineta arriva un secco no alla possibilità di mangiare sotto la frescura degli alberi, almeno con le attrezzature utilizzate finora. Tavoli e sedie, infatti, nella maggior parte dei casi non risulterebbero conformi.

Per anni quasi tutti i titolari degli stabilimenti balneari hanno dato spazio al pic-nic, mettendo a disposizione di turisti e frequentatori tavoli e panche. Ora, però, dopo diversi anni, si scopre che molte di queste strutture non possono essere utilizzate perché realizzate in legno con supporti in ferro oppure interamente in plastica. Lo stesso discorso vale per le sedie.

Su questa vicenda si è aperta una polemica che, in questi giorni, rischia di essere più rovente delle temperature. A protestare sono soprattutto i turisti che amano consumare uno spuntino al fresco, sotto la pineta.

Da anni si chiede una regolamentazione precisa, anche per evitare il fastidioso fenomeno del bivacco durante i fine settimana. La pineta è considerata da molti un bene primario e, proprio per questo, la sua tutela viene ritenuta una priorità.

È anche vero, però, che applicare ora una disposizione di questo tipo rischia di essere una decisione poco popolare. Per questo molti si aspettano almeno una deroga, che consenta agli operatori di adeguarsi alle nuove disposizioni e di attrezzarsi con strutture conformi.

C’è poi un’altra questione, quella del decoro. “Non è edificante vedere certi bivacchi”, osserva qualcuno. In pineta, infatti, ci sono persone dotate di senso civico che, dopo aver mangiato, raccolgono i propri rifiuti e lasciano tutto pulito. Ma ci sono anche frequentatori che abbandonano cartacce, contenitori e altri rifiuti.

Il problema del decoro, del resto, non riguarda soltanto le località balneari. È una questione affrontata anche nelle grandi città. A Roma, per esempio, sulla scalinata di Piazza di Spagna sono stati vietati i bivacchi e non è consentito nemmeno sedersi.

Tornando alla pineta, qualcuno solleva però un’ulteriore questione: “Bisogna verificare se le concessioni di chi prepara e somministra cibo prevedano i necessari permessi per la ristorazione e se ci siano tutte le condizioni sanitarie per lo svolgimento di attività assimilabili alla ristorazione”.

Ma, almeno per il momento, il problema principale non sembra essere quello dei pasti. Il nodo è rappresentato dai tavoli e dalle sedie che, secondo quanto emerso dai controlli, non potrebbero essere utilizzati.

Così anche un semplice pranzo o uno spuntino sotto la pineta rischia di diventare problematico. E c’è già chi si pone una domanda: questa stretta sulle attrezzature è soltanto una questione di conformità oppure potrebbe rappresentare anche un modo per arginare i comportamenti incivili di una parte dei frequentatori?