Pineto, raccolta fondi contro la cocciniglia: “Non c’è più tempo da perdere”

La cocciniglia continua a preoccupare per le condizioni del patrimonio arboreo di Pineto e, di fronte all’emergenza, nasce un’iniziativa singolare: una raccolta fondi tra cittadini per finanziare i primi trattamenti fitosanitari.

A lanciare la proposta è il dottor agronomo Luigi Giannangelo, che, dopo alcune ricognizioni, ha evidenziato la necessità di intervenire rapidamente. Secondo le sue valutazioni, tra 400 e 500 pini presenterebbero già chiari sintomi di infestazione, mentre altre segnalazioni parlano di circa 800 piante bisognose di cure.

Le aree interessate sono diverse: Parco Filiani, viale D’Annunzio, via De Gasperi, Quartiere dei Fiori, Santa Maria a Valle e Borgo Santa Maria. Una situazione che alimenta il timore per l’intero patrimonio arboreo cittadino, che conta quasi 6.000 pini.

Giannangelo ha chiesto al sindaco Dell’Orletta l’autorizzazione per procedere con i primi trattamenti, che sarebbero sostenuti economicamente dai cittadini, senza costi per il Comune. «Non c’è più tempo», è il suo appello.

Sulla stessa linea l’agronomo Raniero Valentini: «L’iniziativa è lodevole, quello che non capisco è il silenzio dell’Ente. Forse non è stata compresa bene la situazione».

Sul tema interviene anche l’ex sindaco Luciano Monticelli, che in una dura lettera chiede al primo cittadino un atto politico forte: il ritiro delle deleghe a Marta Illuminati, già assessore all’Ambiente nella precedente amministrazione.

«Pineto vuole un forte segnale di discontinuità e quel messaggio deve partire da lei», sostiene Monticelli.

Il sindaco replica però rivendicando la linea dell’amministrazione: «Ci sono due modi per fare politica: il primo è rincorrere le polemiche, il secondo è studiare i problemi e risolverli. Abbiamo scelto questo secondo modo».

E annuncia l’intervento: «Sul fattore cocciniglia abbiamo i finanziamenti necessari e lunedì 17 partirà l’endoterapia con la somministrazione del principio attivo dell’abamectina». Poi la stoccata finale: «Sono i fatti a fare il lavoro di un Ente, non i comunicati».