È scontro in Consiglio regionale sulla mancata approvazione di 2 milioni di euro destinati ai primi ristori per i danni provocati dai recenti eventi atmosferici. La maggioranza ha bocciato l’emendamento che prevedeva contributi straordinari a favore di aziende, famiglie e Comuni colpiti dalle violente grandinate. Il provvedimento aveva ottenuto in precedenza il parere favorevole della Commissione Bilancio, ma il voto in Aula ha ribaltato l’esito. A orientare la decisione, secondo quanto riferito dal Patto per l’Abruzzo, è stato anche l’intervento del presidente della Regione Marco Marsilio.
La linea indicata è quella di attendere l’eventuale riconoscimento dello stato di calamità da parte del Governo. Una posizione contestata duramente dal consigliere regionale Dino Pepe, primo firmatario dell’emendamento sottoscritto dai consiglieri del Patto per l’Abruzzo. “È un grave errore”, ha dichiarato Pepe, sostenendo la necessità di un intervento regionale immediato.
Secondo il consigliere, eventuali risorse statali non sarebbero comunque in grado di coprire integralmente i danni subiti dal territorio. La Regione, a suo giudizio, avrebbe quindi dovuto mettere a disposizione un primo contributo diretto senza attendere i tempi delle decisioni del Governo. Al centro della polemica anche il comportamento di alcuni esponenti della maggioranza durante la votazione. Decisiva, secondo Pepe, sarebbe stata l’astensione dei consiglieri Gatti, Di Matteo e Rossi. “Se gli astenuti della maggioranza avessero coerentemente sostenuto il territorio e votato a favore – ha detto Pepe – oggi avremmo portato a casa 2 milioni di euro”. Le risorse sarebbero state destinate alle famiglie e alle imprese colpite dalla grandinata e ai Comuni interessati. Sono 21, secondo quanto riportato nella nota, i Comuni coinvolti dagli eventi atmosferici. Il voto riaccende così il confronto politico sulle misure da adottare per sostenere i territori colpiti e sui tempi degli eventuali ristori. Per il Patto per l’Abruzzo, la Regione avrebbe dovuto intervenire subito, senza affidare la risposta ai soli eventuali aiuti provenienti da Roma.
Grandine, niente aiuti immediati: bocciato il fondo da 2 milioni

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