Posto auto occupato? Scatta la vendetta sulla carrozzeria

A Pineto la guerra dei parcheggi sembra aver trovato una nuova, curiosa frontiera: non più soltanto il classico «questo posto è mio», rigorosamente pronunciato con lo sguardo di chi possiede almeno metà della strada, ma addirittura la riga sulla carrozzeria come forma di protesta.

La polemica, infatti, sta prendendo sempre più spazio e il fenomeno raccontato da alcuni cittadini è tutt’altro che piacevole. Secondo le segnalazioni, qualcuno si divertirebbe a rigare le auto lasciate in posti evidentemente poco graditi. E qui arriva il colpo di scena: i sospetti, inizialmente indirizzati verso i ragazzi, sembrerebbero invece riguardare persone del posto e, a quanto viene raccontato, anche di una certa età.

Insomma, altro che ragazzi senza nulla da fare. Qui il problema potrebbe essere rappresentato da adulti perfettamente consapevoli di quello che fanno. Il movente? Un parcheggio davanti casa occupato dalla persona sbagliata. Una sorta di codice della strada parallelo, dove la multa non arriva dal vigile, ma direttamente dalla chiave di qualcuno.

«Ci si lamenta che i vacanzieri sono sempre meno, adesso anche questi atti vandalici che danneggiano le vetture. Se perdiamo pure l’ospitalità, togliamo i buoni comportamenti di accoglienza e civiltà, a pagare saranno le attività. Un tessuto sociale sano si crea solo con la prevenzione. Purtroppo il sistema è sordo», osserva un cittadino.

E non mancano quelli letteralmente furiosi davanti a episodi del genere. C’è chi ricorda che fatti simili possono accadere ovunque, ma aggiunge subito una domanda poco diplomatica: perché, guarda caso, a Pineto sembrano ripetersi spesso?

Poi ci sono anche i difensori dei giovani, quelli che fanno notare come i ragazzi vengano frequentemente indicati come responsabili di ogni problema. «Nelle grandi città, dove lo svago si trova per ogni età, questo non avviene. Le colpe sono in piccola parte anche dell’Ente. Poi, se qualcuno ha visto, penso sia giusto denunciare».

Insomma, la questione è diventata una piccola guerra civile a colpi di commenti, parcheggi e carrozzerie. E se davvero bastasse un posto auto occupato per trasformare un tranquillo residente in un artista della riga sulla portiera, forse qualche controllo in più non guasterebbe.

Perché una cosa è certa: il posto auto può essere sacro, ma la carrozzeria altrui dovrebbe esserlo ancora di più. E, soprattutto, se Pineto vuole continuare a vivere di turismo e ospitalità, sarebbe meglio lasciare ai visitatori un bel ricordo del mare, delle spiagge e della città, piuttosto che una riga sulla fiancata come souvenir.