Tornare a Pineto dopo quattro anni, portando con sé figlia, genero e tre bambini, con il ricordo di una bella vacanza nel cuore. Le premesse, insomma, erano quelle giuste per una settimana di relax. Peccato che, secondo il racconto della turista, la realtà si sia rivelata decisamente diversa dalle aspettative. L’albergo scelto era al completo, ma alla famiglia era stato proposto un appartamento nelle vicinanze, con la promessa di poter usufruire degli stessi servizi dell’hotel, dalla pensione completa alla spiaggia. Fin qui tutto bene. Poi, però, è arrivato il momento della consegna delle chiavi.
L’appartamento, racconta la signora, si trovava al primo piano, a circa 200 metri dall’hotel e raggiungibile attraverso due rampe di scale. Ma il vero “colpo di scena” sarebbe arrivato entrando nelle camere: una matrimoniale e una stanza definita “con tre letti”, anche se, a detta della turista, sarebbe stato difficile chiamarli tutti così. Nel secondo ambiente, infatti, ci sarebbero stati una branda, la seduta di un divano piuttosto malmesso e un lettino fatiscente. A completare il quadro, una culla da campeggio. Insomma, più che una camera familiare, una sorta di “Tetris dell’ospitalità”.
La famiglia avrebbe quindi fatto presente che la sistemazione non corrispondeva alle fotografie ricevute via e-mail, che mostravano ambienti decisamente più curati e arredati. La risposta, sempre secondo il racconto della turista, sarebbe stata piuttosto semplice: se la sistemazione non andava bene, potevano restituire le chiavi. E così è stato. Ma la vicenda, invece di chiudersi con una semplice restituzione delle chiavi, avrebbe avuto un ulteriore episodio decisamente spiacevole. In hotel, la turista racconta di essere stata accolta da un giovane che avrebbe assunto, a suo dire, un atteggiamento aggressivo e prepotente, utilizzando parole che la signora ha ritenuto non consone al ruolo.
«Ci ha provocato in vari modi – racconta – e quando abbiamo protestato per averci rovinato la vacanza, lui e un’altra persona ci hanno cacciato in malo modo». Una conclusione tutt’altro che da cartolina. «Non avrei mai creduto di subire una cosa del genere – aggiunge la turista – sono ancora molto turbata e delusa. Avrei voluto trascorrere una settimana piacevole come quattro anni fa, ma qualcosa è cambiato».
La vicenda, naturalmente, è il racconto di una parte e meriterebbe, per correttezza, anche la versione della struttura. In molti hanno comunque consigliato alla turista di rivolgersi alle autorità competenti e di rendere noto il nome dell’hotel. Una precisazione importante: una singola esperienza, per quanto spiacevole, non può trasformarsi in un giudizio su tutta l’offerta turistica di Pineto, dove sono numerose le strutture che lavorano con professionalità e attenzione. Perché una vacanza può anche avere qualche imprevisto. Ma quando il turista torna a casa portandosi dietro più scale da ricordare che tramonti, forse è arrivato il momento di chiedersi se qualcosa, nell’accoglienza, non abbia bisogno di essere rivisto.
