Sta facendo discutere l’ordinanza emessa dal sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta, in merito alla presenza del West Nile Virus sul territorio comunale. Il provvedimento è stato apertamente contestato da Pietro Guarriello della Miskatonic University, che, pur riconoscendo la condivisibilità della preoccupazione di fondo, pone l’accento sulla proporzionalità, sulla trasparenza e sulle modalità operative dell’ordinanza. Guarriello individua alcuni aspetti che, a suo giudizio, meritano un’attenta riflessione. «La Asl di Teramo ha segnalato la positività al WNV Lineage 2 in due pool di zanzare Culex pipiens sul territorio pinetese – osserva – ma lo stesso Comune e la Asl avevano dichiarato che non vi era alcuna emergenza sanitaria e che la positività dei vettori non richiedeva l’adozione di ordinanze contingibili e urgenti, né trattamenti adulticidi straordinari».
Da qui la domanda posta da Guarriello: «Cosa è cambiato nel frattempo sul piano epidemiologico, tale da giustificare il passaggio da una situazione definita di “nessuna emergenza” a un’ordinanza che prevede sanzioni fino a 500 euro e, in determinati casi, anche conseguenze penali?». Guarriello riconosce comunque alcuni aspetti del provvedimento che considera condivisibili, in particolare gli interventi diretti su tombini, pozzetti, ristagni d’acqua, sottovasi e focolai critici, oltre ai sopralluoghi nelle aree maggiormente interessate. «Su questi interventi – sottolinea – c’è la piena partecipazione». Le perplessità riguardano invece la possibilità prevista dall’ordinanza di ricorrere a trattamenti adulticidi straordinari in occasione di eventi serali particolarmente affollati.
«Qui – ribadisce Guarriello – bisogna vigilare, perché l’adulticida agisce attraverso la nebulizzazione ambientale ad ampio raggio, colpendo indiscriminatamente animali domestici, insetti utili e altri organismi. Spero che ogni trattamento sia preceduto da un pubblico avviso con almeno 48 ore di anticipo, che venga limitato al perimetro strettamente necessario e che sia eseguito nelle fasce orarie di minore presenza». L’ordinanza detta inoltre precise linee guida sulle modalità di intervento, compreso l’utilizzo di nebulizzatori professionali nei locali chiusi. Anche su questo punto Guarriello solleva alcune perplessità: «Le linee guida raccomandano di far arieggiare gli ambienti per evitare che gli insetticidi vi permangano. Tutto ciò potrebbe contribuire a creare un clima di paura e, soprattutto, favorire comportamenti di “fai da te”, che rappresenterebbero la situazione peggiore».
A ribattere alle osservazioni di Guarriello è il funzionario del Ministero della Giustizia, Clelia Delle Curti, che difende invece la scelta di adottare un provvedimento particolarmente rigoroso. «La scelta di esercitare tali poteri con severità – sostiene Delle Curti – evidenzia una presa in carico della situazione, presumibilmente supportata da elementi tecnici riservati. Tuttavia, un danno ancor più grave sarebbe quello che si verificherebbe se la salute di qualcuno venisse compromessa da omissioni o atteggiamenti dilatori». Il confronto, dunque, resta aperto e mette sul tavolo due esigenze: da una parte la necessità di adottare tutte le misure utili a prevenire i rischi legati al West Nile Virus, dall’altra quella di garantire proporzionalità, trasparenza e corretta informazione sulle modalità degli interventi.
