Da quasi dieci anni le storiche mura di Atri aspettano che qualcuno riaccenda la luce. Non è una metafora: l’impianto che avrebbe dovuto valorizzare uno dei patrimoni più suggestivi della città è spento da anni, trasformando la passeggiata serale lungo la circonvallazione in una sorta di percorso “a sorpresa”. A far compagnia alle luci spente c’è poi lo stato di manutenzione di diversi tratti delle mura che, dalla Rocca di Capo d’Atri, si sviluppano lungo la circonvallazione. Insomma, la storia c’è, le mura pure, manca soltanto un po’ di attenzione.
Un primo passo importante, però, è stato fatto: sono terminati i lavori di consolidamento dei muraglioni sotto la Rocca, che hanno consentito di mettere in sicurezza e riqualificare una parte delle strutture. Adesso, però, viene il difficile: proseguire. L’auspicio è che l’amministrazione comunale possa intervenire anche sugli altri tratti della cinta muraria, programmando una manutenzione complessiva e, soprattutto, riaccendendo finalmente quell’impianto di illuminazione. Perché una città con la storia di Atri non può affidare la valorizzazione dei propri monumenti alla luce della luna.
Le mura, illuminate, potrebbero diventare un autentico biglietto da visita per residenti e turisti, offrendo nelle ore serali uno scorcio suggestivo del centro storico. Al contrario, oggi, in alcuni punti, il visitatore potrebbe pensare che l’oscurità faccia parte del percorso turistico. La questione non riguarda soltanto l’estetica. Recuperare e illuminare le mura significherebbe valorizzare un patrimonio che racconta secoli di storia e identità cittadina. Dopo i lavori sotto la Rocca, dunque, l’attenzione si sposta sugli altri tratti della cinta muraria. Servono interventi di manutenzione, sicurezza e decoro, ma anche una visione complessiva. In fondo, non si chiede la luna: basterebbe riaccendere le luci. E magari, dopo quasi dieci anni, sarebbe già un buon inizio.


