Mini incendio al parco giochi di via Doria: «Servono più controlli e sicurezza»

In questa estate infuocata dalle alte temperature, basta una minima disattenzione per provocare un incendio. È quanto accaduto in via Doria, nel quartiere Corfù, all’interno di un parco giochi solitamente molto frequentato da bambini e famiglie. Un cassonetto ha preso fuoco, forse a causa di una sigaretta non completamente spenta. L’episodio, fortunatamente, è stato subito domato grazie alla prontezza di alcune persone presenti. Ma l’incendio riporta l’attenzione su una situazione che, secondo i residenti, va ben oltre il singolo episodio.

Nel parco, infatti, si registrano con una certa frequenza comportamenti poco consoni e situazioni che contrastano con il normale decoro urbano. Episodi che, a quanto riferito, sarebbero stati più volte segnalati, senza che finora siano stati adottati provvedimenti concreti. Le segnalazioni sono state portate all’attenzione del Comune anche attraverso PEC, oltre che mediante chiamate e denunce alle autorità competenti, la cui sede si trova a circa 50 metri dal parco. Secondo quanto riferito dai residenti, tuttavia, a queste segnalazioni non sarebbe stato dato seguito.

«Non si tratta quindi di una semplice lamentela – precisa Giorgia Margherita Amodei – e nemmeno della richiesta di dare colpe. Quello che si vuole è che un luogo così frequentato da bambini venga gestito e controllato in maniera adeguata». La domanda che molti si pongono, soprattutto alla luce del recente incendio, è dunque una sola: quando l’ente pinetese inizierà a occuparsi concretamente della gestione e della sicurezza di questo parco? Servono interventi urgenti, concreti e mirati: un maggiore controllo, magari anche con l’ausilio di telecamere, un’illuminazione adeguata e una gestione capace di prevenire situazioni di questo tipo.

Anche perché, soprattutto nelle ore notturne, i residenti segnalano episodi di vandalismo e comportamenti incivili: bottiglie che vengono rotte, magari durante momenti di festa, panchine danneggiate e il rubinetto della fontana lasciato aperto per ore. A tutto questo si aggiunge il problema del disturbo della quiete pubblica, che meriterebbe un capitolo a parte. Una cosa, però, appare certa: un parco giochi non può essere lasciato al proprio destino. Per questo motivo sono in molti a rivolgere un appello al primo cittadino: «La sicurezza e il decoro non sono un favore, ma un dovere». Emilia Di Claudio, infine, affida a una considerazione il proprio disappunto, con una domanda che invita a riflettere: «Ho avuto tanta ammirazione per il paese, tranquillo, pulito, accogliente e ospitale. Sono cambiati gli abitanti o gli ospiti?».