La cocciniglia a Pineto oltre a far paura continua a dividere una cittadina che appare in balia solo del terrore. Luigi Giannangelo, ad esempio, agronomo e membro della Commissione regionale per il verde urbano, che da tempo segue la situazione e chiede interventi rapidi, ritorna sull’iniziativa di dar vita ad una raccolta fondi per salvare gli alberi. «Un gruppo di privati cittadini si era fatto carico del problema della cocciniglia, che dopo aver devastato alcune pinete nel Lazio e interessato anche Pescara e Montesilvano, adesso sta attaccando la pineta cittadina».
Secondo Giannangelo, l’obiettivo era quello di affiancare alle risorse pubbliche una raccolta fondi promossa da cittadini e sostenitori, così da poter intervenire nel più breve tempo possibile. «Avevamo raccolto quasi diecimila euro da affiancare ai 35 mila euro stanziati dall’Area Marina e a quelli del Comune, per avviare subito il trattamento, perché si tratta di una corsa contro il tempo».
Sul fronte della raccolta, però, è arrivato lo stop dell’amministrazione comunale. Il Comune, attraverso il canale social di un consigliere, ha precisato che «non era stata autorizzata nessuna raccolta fondi». Una posizione che ha lasciato perplessi i promotori dell’iniziativa, anche perché, secondo quanto riferito da Giannangelo, l’amministrazione sarebbe stata contattata in due occasioni proprio per chiedere l’autorizzazione. «Abbiamo chiesto due volte al Comune l’autorizzazione e non abbiamo mai ricevuto risposta alle nostre sollecitazioni», spiega l’agronomo.
Nel frattempo, però, il problema continua ad ampliarsi. I numeri fotografano una situazione in evoluzione e destano preoccupazione. Il 20 luglio le piante interessate dalla presenza della cocciniglia erano circa 500. Oggi, secondo i dati riferiti dal Comune, sono diventate 713. Di queste, circa cinquanta sarebbero già morte, un dato che rende ancora più urgente l’avvio delle operazioni di contrasto.
«Non capiamo il perché di questo irrigidimento», sottolinea Giannangelo, ribadendo la necessità di mettere da parte le contrapposizioni e concentrarsi sull’emergenza. La preoccupazione è che il tempo perso possa rendere più difficile contenere la diffusione del parassita e aumentare i danni alla pineta. L’obiettivo dei cittadini che si erano mobilitati era proprio quello di mettere a disposizione ulteriori risorse per accelerare gli interventi.
Una disponibilità che, secondo i promotori, nasce dalla volontà di contribuire concretamente alla salvaguardia di un patrimonio ambientale che appartiene all’intera comunità. Ora la richiesta è di chiarire rapidamente modalità e tempi degli interventi, evitando che il confronto sulla raccolta fondi finisca per rallentare le operazioni. La pineta, intanto, continua a essere sotto pressione e il numero degli alberi colpiti aumenta. Per Giannangelo, dunque, la priorità resta una sola: intervenire prima che l’infestazione possa estendersi ulteriormente. La corsa contro il tempo è già iniziata e, con decine di piante ormai compromesse, ogni ulteriore ritardo potrebbe avere conseguenze difficili da recuperare.
