Atri, disavanzo da 12,6 milioni: “Serve una verifica indipendente”

L’articolo 97 della Costituzione stabilisce che le pubbliche amministrazioni devono assicurare l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico. Un principio che, secondo Sinistra Italiana deve valere sempre e soprattutto quando sono in gioco le risorse dei cittadini.
Al centro della discussione ad Atri ci sono i 12.600.000 euro di disavanzo, la cui origine viene ritenuta ancora da chiarire. L’obiettivo dichiarato non è individuare preventivamente colpevoli o capri espiatori, ma ricostruire con rigore come si sia arrivati all’attuale situazione.
Bilanci, gestione delle risorse pubbliche, Giudice di Pace ed eventuali responsabilità, sostengono i promotori, devono essere sottoposti allo stesso livello di verifica.
La richiesta che fa Sinistra Italiana di Atri è quindi quella di una verifica indipendente sulla genesi del disavanzo. Una necessità resa ancora più urgente dalle diverse spiegazioni fornite nel corso del tempo. In una prima fase, infatti, si sarebbe parlato di debiti piuttosto che di un vero e proprio disavanzo.
Successivamente, l’attenzione sarebbe stata rivolta ai cittadini morosi. Più recentemente, invece, sarebbero state chiamate in causa amministrazioni comunali di circa vent’anni fa. Secondo i promotori, è proprio questa successione di versioni a rendere necessaria una ricostruzione documentale dei fatti. Se il disavanzo dipende dalla morosità, viene chiesto di dimostrarlo attraverso dati e documenti. Se deriva dai debiti, occorre indicare quali siano e da dove provengano. E se le responsabilità riguardano amministrazioni del passato, dovrebbero essere individuati atti, date e decisioni precise. L’obiettivo principale, sottolineano, resta comunque la sostenibilità futura del bilancio comunale.
Per finanziare la verifica indipendente, viene rilanciata anche la disponibilità a organizzare una raccolta fondi tra i cittadini. L’appello è rivolto alle forze politiche di opposizione, alle associazioni, ai movimenti e a tutti i cittadini interessati. Al sindaco viene chiesto di esprimere pubblicamente il proprio assenso e di consentire un controllo indipendente. “Un’Amministrazione che non ha nulla da nascondere non dovrebbe avere paura di un controllo”, sostengono i promotori. Perché, concludono, quei 12.600.000 euro appartengono alla comunità e ai cittadini spettano risposte chiare, documentate e definitive.