Atri è tra i 75 Comuni abruzzesi classificati a rischio alto di incendio secondo il Piano antincendio boschivo regionale 2026-2028. Un dato che, secondo Azione Atri, non può essere considerato una semplice statistica, soprattutto alla luce delle condizioni di alcune aree comunali.
Le fotografie diffuse riguardano il versante sotto la Rocca di Atri e la scarpata tra via Verna e via Finocchi, vicino a numerose abitazioni. In entrambe le zone viene segnalata la presenza di vegetazione secca, sterpaglie e materiale vegetale accumulato.
Per Azione Atri, quando i terreni sono di proprietà comunale, la loro manutenzione rappresenta una precisa responsabilità dell’Amministrazione. Il tema, dunque, non sarebbe soltanto quello del decoro urbano, ma della prevenzione del rischio incendi.
Particolare attenzione viene chiesta per le aree vicine alle abitazioni, alle strade e alle infrastrutture. Secondo la forza politica, situazioni analoghe sarebbero presenti anche in diverse frazioni e contrade del territorio. Le criticità, inoltre, erano già state segnalate negli anni passati dagli esponenti di Azione. In quelle occasioni era stata chiesta anche una mappatura delle zone maggiormente esposte e una programmazione degli interventi. Atri, inoltre, nell’agosto del 2022, è stata interessata da un incendio arrivato a lambire aree vicine al centro abitato. Da qui la domanda posta oggi da Azione Atri: dopo quelle segnalazioni, il sistema di prevenzione e manutenzione è realmente cambiato? La segretaria di Azione Atri, Letizia Pisciella, sottolinea che le fotografie non vogliono alimentare una polemica, ma evidenziare un problema concreto: “Se alcune aree arrivano ad agosto con questa quantità di vegetazione e materiale secco, dobbiamo chiederci se la programmazione sia adeguata”. La proposta è quella di introdurre un programma annuale di manutenzione preventiva delle proprietà comunali. Il piano dovrebbe partire da una mappatura delle aree più esposte e da una classificazione delle priorità. Tra i criteri indicati, la vicinanza alle abitazioni, la presenza di scarpate, strade, infrastrutture e la particolare esposizione di frazioni e contrade. A questa ricognizione dovrebbe seguire un cronoprogramma pubblico con interventi preventivi, controlli periodici e rimozione del materiale secco. “Amministrare significa soprattutto prevenire”, conclude Pisciella, chiedendo che la proposta venga discussa nelle sedi istituzionali. Per Azione Atri, il rischio elevato non significa che un incendio sia inevitabile, ma rende ancora più importante intervenire prima che un’emergenza si verifichi.
Atri, rischio incendi alto: “La prevenzione deve iniziare prima dell’estate”

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