Atri, la tutela delle fontane archeologiche al centro di un incontro culturale al Giardino Ducale

L’appuntamento culturale è fissato per sabato 4 settembre alle ore 18.00 presso il Giardino Ducale (Giardino Sorricchio) ad Atri. Al centro del dibattito vi è la salvaguardia delle fontane archeologiche, considerate un tassello fondamentale della memoria storica locale. Le antiche strutture idriche rappresentano un bene prezioso, inserito in un contesto paesaggistico di grande fascino e immerso nel verde del territorio atriano.

Parteciperanno al dibattito: Pierluigi Vinciguerra, presidente regionale di Italia Nostra, interverrà per tracciare le linee guida della tutela culturale; Giovanni Damiani, idrobiologo e coordinatore del Comitato Scientifico Nazionale di Italia Nostra, approfondirà gli aspetti ambientali e scientifici; Adriano De Ascentiis, direttore della Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri, porterà il punto di vista della conservazione naturalistica; e Maria Giannascoli, presidente della sezione di Italia Nostra “Giorgio Bassani” di Atri, modererà gli interventi della serata.

L’iniziativa mira a sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni locali sull’importanza di recuperare questi monumenti storici. Il connubio tra archeologia, tutela delle acque e salvaguardia ambientale costituisce la chiave di volta per un futuro sostenibile della regione. Le fontane archeologiche di Atri rappresentano un sistema di ingegneria idraulica e un patrimonio storico di straordinario valore, le cui origini affondano nel passato preromano e medievale della città.

La caratteristica principale di queste fonti è l’utilizzo di una rete di cunicoli sotterranei drenanti, modellati sul sistema dei qanat (tecnica originaria della Persia, risalente a circa tremila anni fa). Tali gallerie venivano scavate nel sottosuolo collinare per intercettare le falde acquifere e convogliare l’acqua sorgiva verso valle in modo naturale e costante lungo tutto l’arco dell’anno.

Nel corso dei secoli, queste fontane non hanno garantito soltanto l’approvvigionamento idrico della popolazione, ma sono state anche luoghi centrali per la vita sociale della comunità, adibite al lavaggio dei panni e all’abbeveraggio degli animali. Oggi associazioni come Italia Nostra e gli enti locali promuovono convegni e iniziative di tutela per difendere questo fragile e prezioso sistema dal degrado e da interventi non autorizzati, valorizzandone l’identità culturale.