È considerato da sempre uno dei luoghi più belli di Mutignano e, soprattutto durante l’estate, è molto frequentato da famiglie e giovani. Eppure, il Parco Castellaro versa oggi in condizioni che suscitano proteste e malumori tra i cittadini. A mancare, secondo le segnalazioni raccolte, sono diversi elementi essenziali per garantire il decoro e la piena fruibilità dell’area. Non c’è un sistema di irrigazione, la cura del verde appare insufficiente e la pulizia, considerata ancora più importante vista la presenza di molti bambini e ragazzi, lascia a desiderare.
A soffrire sono soprattutto le aree verdi: alberi e piccoli arbusti mostrano segni di sofferenza, mentre diverse aiuole sono completamente aride e l’erba appare bruciata dal sole e dalle alte temperature di questi giorni. Anche le fontane risultano sporche e non mancano rifiuti di vario genere, comprese numerose cicche di sigarette sparse nell’area. Una situazione che, secondo i residenti, si sarebbe aggravata nelle ultime due settimane e che richiederebbe un intervento per restituire decoro a quello che viene considerato uno dei punti panoramici e naturalistici più caratteristici del borgo.
A rendere ancora più problematica la situazione è lo stato dell’unico gioco presente nell’area. Lo scivolo, infatti, risulta danneggiato e questo limita la possibilità per i bambini di utilizzare il parco in sicurezza e tranquillità. Il Castellaro, grazie alla sua posizione e alla sua bellezza, è stato per anni considerato il “fiore all’occhiello” di Mutignano. Oggi, invece, secondo le segnalazioni, rischia di diventare un luogo poco accogliente, dove anche una semplice passeggiata può risultare poco piacevole.
Sul tema interviene polemicamente Manuela Marcone: «Diventiamo il fiore all’occhiello solo in tempi elettorali. In cinque anni nessuno si fa vedere, men che meno in estate. Alle prossime elezioni la strada la dobbiamo chiudere, tanto vengono solo a fare chiacchiere e mai fatti». Sulla necessità di valorizzare maggiormente il parco interviene anche Alberto Miccadei, che sottolinea come il Castellaro disponga di una vista unica, di quelle che pochi borghi possono vantare. Il problema, a suo giudizio, sarebbe proprio il mancato sfruttamento di una risorsa di tale valore.
Dello stesso tenore le considerazioni di Luigi Giannangelo, presidente di “Pineto Verde”: «In questo paese, in passato, sono stati spesi tanti soldi per recuperare gli spazi verdi, compreso il Castellaro. Purtroppo, per la gestione e la manutenzione non abbiamo fatto nulla. Non abbiamo un capitolo di bilancio ad hoc, né un tecnico agrario in Comune. Alla fine, ecco i risultati». Una questione di gestione e manutenzione, dunque, che secondo Giannangelo finisce per vanificare gli investimenti realizzati negli anni per recuperare e valorizzare gli spazi verdi.
Monia Seconetti, infine, invita a non considerare il problema come irrisolvibile: «Questo parco, in fin dei conti, non ha bisogno di molto: solo di qualcuno che sappia gestirlo». Il futuro del Parco Castellaro passa quindi dalla capacità di garantire una manutenzione costante, maggiore attenzione al verde e condizioni di sicurezza e decoro adeguate. Un intervento che i cittadini chiedono per restituire al parco il ruolo di luogo simbolo e punto di incontro di Mutignano.


