Cresce la preoccupazione a Roseto per le modalità di gestione dei lavori di bonifica dell’area ex Piccionaia, una vicenda al centro di accese polemiche sia sul piano politico sia su quello ambientale.
Al centro del dibattito vi è la presenza di diversi sacconi – stoccati nell’area a seguito di recenti lavori – che conterrebbero materiale a base di amianto ancora in attesa di rimozione. Oltre ai dubbi sulla gestione dei rifiuti, a far discutere è anche l’aspetto economico, con un intervento che avrebbe comportato un impegno finanziario di circa 110 mila euro.
Trattandosi al momento di ipotesi, spetterà agli organi di controllo preposti e ai tecnici sanitari effettuare le opportune verifiche per accertare la natura del materiale. A tal proposito, è stato richiesto un intervento urgente per far luce sulla situazione, verificare la composizione del contenuto dei sacchi e tracciarne il corretto percorso di smaltimento.
Il timore principale riguarda l’esposizione agli agenti atmosferici: il deterioramento degli involucri protettivi potrebbe infatti provocare il danneggiamento dei sacchi, con il conseguente rischio di dispersione di fibre nocive nell’ambiente. I residenti del quartiere chiedono a gran voce rassicurazioni immediate e garanzie per la tutela della salute pubblica.
Un quadro che impone all’Amministrazione Nugnes di fornire chiarimenti dettagliati a una serie di quesiti fondamentali:
- Il materiale stoccato è stato regolarmente classificato?
- L’intervento di bonifica è da considerarsi concluso?
- Esiste un piano di smaltimento definitivo e certificato?
Qualora le verifiche dovessero smentire la presenza di amianto, sarà fondamentale che l’amministrazione lo comunichi alla cittadinanza senza indugio e con la massima trasparenza.
