C’è chi pulisce davanti casa e chi, senza volerlo, finisce per sollevare una questione politica. È successo a una signora che, con una semplice azione di pulizia, ha conquistato il web: circa 4 mila visualizzazioni, altrettanti like e ben 800 commenti. Numeri da influencer, insomma, ottenuti però senza filtri, sponsorizzazioni o strategie social. Solo con una scopa e un po’ di buona volontà. Un gesto semplice, ma che ha riacceso una vecchia domanda: se i cittadini pagano la TARI, perché devono anche occuparsi di pulire? La discussione si è rapidamente allargata. «Queste domande se le pongono molti cittadini», osserva Marina De Ascentiis. «Comunque noi continuiamo a fare la nostra parte, magari qualcosa di buono ne verrà fuori».
Ed è proprio qui che entra in scena la TARI, presenza ormai quasi inevitabile in ogni discussione sulla pulizia del territorio. Il consigliere Filippo Da Fiume non nasconde la sua posizione: «Sarei molto felice di potervi spiegare dove finiscono i soldi della TARI e anche gli altri». Più prudente Audrey Serafini: «Preferisco non approfondire, perché mi farei il sangue amaro e non potrei in alcun modo adoperarmi per cambiare le cose». Poi arriva l’esperienza quotidiana di Rosi Delj, che aggiunge un altro tassello al dibattito: «Io pulisco spesso davanti casa mia. Il Comune ha piantato degli alberi che perdono continuamente foglie, che vanno a ostruire i tombini, e io pulisco». Insomma, il cittadino virtuoso non si tira indietro. Paga, pulisce e, possibilmente, non si lamenta. Ma proprio questo atteggiamento rischia di trasformare una buona azione in una domanda collettiva sul funzionamento dei servizi. E Serafini mette il dito nella piaga: «Certe cose non le sopporto. Se un cittadino si rivolge alle istituzioni deve essere ascoltato, altrimenti il rapporto di fiducia non ha senso». Alla fine, quella che sembrava soltanto una signora con una scopa è diventata, suo malgrado, il simbolo di una discussione molto più grande. Perché pulire davanti casa è certamente un gesto di civiltà. Ma la domanda resta: quanto deve essere virtuoso un cittadino prima di poter chiedere che anche i servizi funzionino?
