Dalle giovanili della Roma alla Serie A: la favola del giovane Matteo Cichella riempie d’orgoglio Silvi

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La Serie A di calcio parla sempre più abruzzese, anzi silvarola. La storia del giovane talento Matteo Cichella — romano di nascita, ma con radici profondamente legate a Silvi — è di quelle capaci di riempire d’orgoglio non solo una famiglia, ma un’intera comunità e regione. Tra i protagonisti della cavalcata che ha portato il Frosinone nella massima serie, il classe 2005 si trova oggi ad incrociare i tacchetti con i grandi campioni del calcio italiano.

Quella di Matteo è una passione ereditaria, coltivata all’interno di una famiglia che ha il pallone nel DNA. Ispirato dallo zio Luca — ex calciatore stimato sul campo e fuori — Matteo porta avanti la tradizione sportiva iniziata dai prozii Francesco ed Ernesto e dal nonno, l’architetto Flavio Cichella, anch’egli con un passato sul rettangolo verde.

Dopo il percorso nelle giovanili della Roma, il centrocampista è approdato al Frosinone, conquistando subito l’ambiente per qualità, dedizione e maturità tattica. “È sempre stato un predestinato”, racconta Antonio Cichella, che lo ha visto muovere i primi passi. “Fin da adolescente veniva nel mio bar tenendo il pallone stretto sotto il braccio. Passava le ore a palleggiare nel vicolo accanto alla casa dei nonni”.

Per Silvi e per l’Abruzzo intero, la scalata di Matteo rappresenta un motivo di grandissima soddisfazione: la dimostrazione che con sacrificio, tenacia e vero amore per lo sport si possono raggiungere i traguardi più ambiziosi.