Il Movimento Pineto Verde alza la voce sulla problematica della cocciniglia e presenta una precisa diffida, chiedendo al Comune di Pineto, guidato dal sindaco Alberto Dell’Orletta, e all’AMP Torre del Cerrano di avviare, entro cinque giorni, un piano straordinario di trattamenti endoterapici.
La diffida, particolarmente dettagliata, non è rivolta soltanto al primo cittadino. È stata infatti trasmessa anche agli amministratori e ai responsabili comunali competenti in materia, oltre che al presidente dell’AMP e al direttore Stanislao D’Argenio.
La nota è stata inoltre inviata ai consiglieri comunali, al Servizio fitosanitario della Regione, ai Carabinieri Forestali di Atri e, infine, alla Soprintendenza.
Nella diffida, Pineto Verde è categorica: «Il numero dei pini interessati potrebbe essere notevolmente superiore ai 712 già colpiti». L’associazione ribadisce infatti che, nonostante gli annunci relativi all’avvio degli interventi, i trattamenti sarebbero stati eseguiti soltanto su una parte della Pineta Storica e in alcune zone di via De Gasperi e via Doria.
Resterebbero invece ancora in attesa di trattamento i pini di Pineto Centro, Quartiere dei Fiori, Parco Filiani, Scerne, Borgo Santa Maria, Quartiere dei Poeti, Santa Maria a Valle e Torre San Rocco.
Ma c’è un altro aspetto che i responsabili di Pineto Verde tengono a sottolineare: il Comune sarebbe stato informato della presenza del parassita già nel settembre 2025, attraverso una segnalazione relativa a via dei Narcisi.
La richiesta dell’associazione è quindi quella di procedere con un intervento capillare e coordinato, evitando azioni «a macchia di leopardo», e di affiancare ai trattamenti un costante monitoraggio della situazione.
Tra le richieste contenute nella diffida figura anche l’istituzione di un tavolo di coordinamento con i Comuni limitrofi e le associazioni ambientaliste, oltre all’adozione di apposite ordinanze per imporre gli interventi anche nelle aree private.
La diffida contiene infine un avvertimento preciso: «Se Comune e AMP non forniranno risposte adeguate, il Movimento Pineto Verde si riserva di muoversi nelle sedi civili, penali e amministrative».
Pineto Verde annuncia inoltre la possibile presentazione di esposti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità e un possibile danno erariale connesso alla perdita di alberature pubbliche.
