Sarà presentato a Scerne di Pineto, in collaborazione con l’associazione Scerne Lab, il nuovo libro di Giacomo De Juliis, dedicato alla storia della risicoltura in Abruzzo. L’appuntamento si terrà nella sede dell’associazione, in via del Mare.
Il volume prosegue il lavoro iniziato 13 anni fa dall’autore con “La battaglia del Riso”, libro nel quale De Juliis aveva approfondito un particolare aspetto della vicenda. Questa volta, attraverso un’importante ricerca d’archivio, l’autore ricostruisce alcuni passaggi fondamentali della storia della risicoltura teramana negli anni cruciali a cavallo dell’Ottocento.
Nel libro vengono analizzati diversi aspetti dell’attività risicola, dall’utilizzo delle acque alle tecniche di coltivazione, dalle forme di conduzione delle aziende agricole alle reti commerciali. La parabola storica della risicoltura viene inoltre inserita nel più ampio contesto dell’evoluzione agraria della provincia di Teramo.
Secondo la ricostruzione proposta da De Juliis, a decretare l’abolizione della coltivazione del riso non fu tanto la minaccia dell’endemia malarica, all’epoca attribuita ai miasmi prodotti dai ristagni d’acqua, quanto la possibilità, aperta dalle riforme francesi, di modernizzare un sistema agricolo ancora caratterizzato dal latifondo.
Un processo che avrebbe favorito il passaggio verso una diversa organizzazione della proprietà e della produzione agricola, orientata verso l’appoderamento mezzadrile.
