Dell’Orletta non ci sta: “C’è chi cerca di strumentalizzare un momento delicato”

Ascolta l’articolo

0:00

La battaglia contro la cocciniglia a Pineto rischia di trasformarsi in qualcosa di più di una semplice emergenza fitosanitaria. Mentre Comune, AMP e tecnici sono impegnati nel monitoraggio e nei trattamenti degli alberi, cresce  lo smarrimento tra la gente che vorrebbe tuti uniti per sconfiggere la pandemia.

A difendere l’operato dell’amministrazione è il sindaco Alberto Dell’Orletta, che respinge l’idea di una macchina comunale ferma e parla apertamente di strumentalizzazioni. “Da quanti stanno cercando di approfittare di un momento delicato per la nostra città per strumentalizzare il clamore”, afferma il primo cittadino. Poi la rassicurazione: “Di una cosa però siamo certi: stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere e forse qualche cosa di più”.

I numeri raccontano di circa 260 alberi già sottoposti a trattamento, nelle aree individuate attraverso le verifiche tecniche. Gli interventi hanno interessato via De Gasperi, il Parco della Pace, la pineta costiera e quella storica, oltre al Parco Valentini, via Doria e via Filiani.

Il monitoraggio, però, non si ferma. Il presidente dell’AMP Fabiano Aretusi spiega che il servizio fitosanitario della Regione ha effettuato nuovi sopralluoghi e campionamenti sugli alberi già trattati, affiancando alle verifiche sul campo rilievi GPS e l’utilizzo di droni con tecnologia multispettrale. Un lavoro finalizzato a costruire una mappa sempre più precisa dell’emergenza e a programmare i prossimi interventi, anche con il supporto dei tecnici specializzati della NL Group per l’endoterapia.

Sul tavolo c’è soprattutto il tema delle risorse. Dal territorio arriva la richiesta alla Regione di intervenire direttamente e sostenere economicamente i Comuni. Una posizione ribadita anche dal gruppo territoriale Silvi-Pineto-Atri del Movimento 5 Stelle e dai consiglieri regionali Erika Alessandrini e Francesco Taglieri.

Dell’Orletta, intanto, risponde anche alla diffida presentata da un’associazione ambientalista. “Sono tranquillo perché tutto quello che viene elencato lo stiamo già facendo”, dichiara. E sul fronte economico aggiunge: “Il Comune non si tirerà indietro e farà la sua parte”, ricordando che ogni intervento sugli alberi ha un costo di circa 80 euro.

La richiesta avanzata alla Regione è di circa 190 mila euro, attraverso le risorse FSC, per assicurare continuità alle attività di monitoraggio, trattamento e tutela del patrimonio arboreo.

Ma il problema, ormai, non è soltanto tecnico. A parlare sono anche cittadini e turisti, preoccupati per il futuro della città. Norma De Vito mette il dito sulla questione più delicata: “Se Pineto perde la Pineta e parte del suo verde, la cittadina è finita. La Pineta è l’unica grande risorsa e attrattiva”.

Un appello alla collaborazione arriva anche da Laura Di Sante: “Non sarebbe utile collaborare, vista la situazione poco allegra, perché questo potrebbe prendere dei risvolti veramente poco felici”. Dany Rana richiama invece la necessità di controllare il patrimonio arboreo in maniera capillare, mentre MGD Scianitti critica il ricorso alla diffida, ritenendo che il muro contro muro possa soltanto complicare la situazione.

Nel frattempo, Dell’Orletta vuole intensificare la collaborazione istituzionale, convocando un confronto con i sindaci della costa teramana e con gli altri enti coinvolti. Perché la cocciniglia non si ferma davanti ai confini amministrativi e, soprattutto, non guarda alle appartenenze politiche.

La vera sfida, dunque, è una sola: salvare la pineta prima che l’emergenza diventi irreversibile. E forse, proprio su questo, Comune, associazioni e cittadini potrebbero trovare il terreno comune che finora è mancato.

Ha collaborato Cosimo Daidone