Da oltre un anno i bambini della scuola dell’infanzia di Fontanelle di Atri sono ospitati all’interno della scuola primaria, in un’aula che le famiglie ritengono inadeguata alle loro esigenze. Si tratta di uno spazio piccolo e particolarmente caldo nei mesi primaverili ed estivi, dove i bambini trascorrono gran parte della giornata senza poter contare su ambienti adeguati al gioco e, soprattutto, senza un’area verde esterna.
Il trasferimento è legato alla realizzazione del nuovo asilo nido. La precedente sede della scuola dell’infanzia è stata infatti demolita per lasciare spazio alla nuova struttura, un progetto finanziato con 720 mila euro di fondi PNRR, destinato ad accogliere fino a 30 bambini. I lavori sono stati affidati nell’ottobre 2024 e, secondo quanto riferito, sono stati avviati nel gennaio 2025. Ma con la riapertura delle scuole ormai alle porte, la situazione torna a farsi pressante per le famiglie. Secondo le mamme, quella attuale “rappresenta un netto peggioramento rispetto agli anni precedenti, quando la scuola dell’infanzia disponeva di ambienti più ampi, spazi per giocare e un’area verde”.
Da qui la proposta rivolta all’amministrazione: “Perché non valutare, in attesa dell’apertura del nido, un utilizzo temporaneo degli spazi per la scuola dell’infanzia?” Le mamme riferiscono inoltre di aver visto all’interno della nuova struttura vecchi arredi e materiali provenienti proprio dalla precedente scuola dell’infanzia. Un elemento che, secondo le famiglie, renderebbe ancora più concreta la possibilità di individuare una soluzione temporanea.
“La proposta – spiegano le mamme in una lettera aperta – non mira a modificare la destinazione definitiva dell’edificio, ma a individuare una soluzione provvisoria, qualora tecnicamente e amministrativamente possibile”. La richiesta sarebbe già stata sottoposta più volte al sindaco. Dal Comune fanno sapere che la questione “è stata girata direttamente al Provveditorato competente per verificare la fattibilità dello spostamento”.
A oggi, però, le famiglie affermano di non aver ricevuto risposte concrete sull’eventuale richiesta, né indicazioni precise sui tempi o sugli eventuali ostacoli che impedirebbero di trovare una soluzione. Le mamme chiedono quindi che, nel rispetto della destinazione futura della struttura, venga valutata ogni possibilità per garantire ai bambini ambienti più adeguati alle loro esigenze. “Stiamo parlando di bambini piccoli – sottolineano le famiglie – che hanno bisogno di muoversi, giocare, svolgere attività e stare all’aperto”. Da qui la decisione di rendere pubblico il problema, alla vigilia della riapertura delle scuole. La domanda che le famiglie pongono all’amministrazione è chiara: a che punto è l’iter e quali sono gli impedimenti che, ancora oggi, non permettono di trovare una soluzione? “Non vogliamo creare polemiche – spiegano le mamme – ma soltanto essere ascoltate e vedere individuata una soluzione nell’interesse dei nostri bambini”.
Ma resta un altro dubbio da sciogliere anche se il Provveditorato concedesse temporaneamente l’uso della struttura, quando questa diventerà definitivamente asilo nido, i bambini della scuola dell’infanzia torneranno nella piccola stanza della primaria?


