TERAMO. “I dati sulla riorganizzazione della rete d’emergenza-urgenza 118 scoperchiano una discriminazione territoriale senza precedenti”. È quanto sostiene il consigliere regionale Dino Pepe, intervenendo sul nuovo documento regionale. Secondo Pepe, la provincia di Teramo sarebbe stata penalizzata nella distribuzione delle postazioni medicalizzate. A fronte di un fabbisogno di 6 postazioni per la ASL teramana, ne sarebbero state assegnate soltanto 2, con un saldo negativo di 4.
Le altre province abruzzesi, al contrario, avrebbero ricevuto 2 postazioni in più rispetto al fabbisogno teorico. “L’eccedenza regionale è solo il frutto di una compensazione contabile che penalizza unicamente Teramo”, afferma Pepe. Il consigliere evidenzia inoltre come la provincia disponga attualmente di postazioni 118 medicalizzate H24 a Giulianova, Teramo e Sant’Omero. Particolarmente critica, secondo Pepe, sarebbe la distribuzione dei mezzi di soccorso avanzato.
“Su un totale di 18 ambulanze con medico a bordo previste nella pianificazione regionale, alla provincia di Teramo ne spetta zero”, denuncia. La copertura medica del territorio teramano verrebbe quindi affidata a 2 sole automediche H24, dislocate a Teramo e Giulianova. Un modello che, secondo il consigliere, sarebbe insufficiente per garantire una copertura adeguata dell’intera provincia.
Il territorio comprende infatti costa, fascia collinare, Val Vibrata, aree interne e zone montane del Gran Sasso. Pepe richiama anche i circa 27.000 interventi effettuati ogni anno sul territorio provinciale.
“Basta un intervento simultaneo o un soccorso prolungato in montagna per azzerare la presenza medica sull’intera provincia”, sostiene. La contestuale demedicalizzazione di alcune ambulanze trasformerebbe inoltre diverse postazioni in presidi a carattere infermieristico. Tra le località interessate vengono indicate Montorio al Vomano, Torricella Sicura, Sant’Egidio alla Vibrata, Notaresco, Roseto e Alba Adriatica. Pepe chiede alla Regione il riequilibrio della programmazione, con il recupero delle 4 postazioni mancanti e l’assegnazione di ambulanze con medico a bordo.
“Non accettiamo che la salute dei cittadini teramani venga considerata di serie B”, conclude, chiedendo anche il potenziamento della rete pubblica e standard assistenziali omogenei in tutto l’Abruzzo.

