Il confronto sulla scuola dell’infanzia di Fontanelle resta aperto. Dopo le dichiarazioni del sindaco di Atri, che ha ribadito come anche quest’anno i bambini saranno ospitati in due stanze della scuola primaria, le mamme tornano a far sentire la propria voce e chiedono che il problema venga affrontato guardando alle condizioni concrete in cui i piccoli trascorrono le loro giornate.
Secondo i genitori, infatti, non è sufficiente contare le aule disponibili, considerando anche l’atrio, per stabilire se gli spazi siano realmente adeguati. Vanno valutati, spiegano, la metratura degli ambienti, il numero dei bambini, la disposizione degli arredi, la possibilità di movimento e le condizioni climatiche.
Proprio il caldo rappresenta uno dei principali motivi di preoccupazione. Le finestre, sostengono le mamme, non possono essere semplicemente lasciate aperte perché presentano spigoli ad altezza dei bambini e potrebbero creare situazioni di pericolo. Anche i climatizzatori portatili, durante i periodi più caldi, non sarebbero stati sufficienti a rinfrescare gli ambienti con tutti i bambini presenti.
Una situazione che, secondo le famiglie, era diventata problematica già in primavera, tanto che a marzo le insegnanti avrebbero ritenuto necessario far togliere il grembiule ai bambini a causa delle temperature all’interno dei locali.
Nel confronto con il Comune finisce anche l’atrio, indicato dall’amministrazione tra gli spazi disponibili. Per le mamme, però, non può essere considerato alla stregua di una normale aula, perché viene utilizzato anche dagli alunni della scuola primaria e può essere messo a disposizione dell’infanzia soltanto in determinati momenti.
Le famiglie chiedono inoltre di vedere concretamente il gazebo e i giochi annunciati per la scuola. “Da anni sentiamo parlare di giochi acquistati, ma non li abbiamo mai visti”, è la posizione espressa dai genitori, che chiedono quindi di considerare come disponibili soltanto le strutture realmente installate e utilizzabili.
Il punto, sottolineano le mamme, non è ottenere “qualcosa in più”, ma verificare se gli spazi attualmente destinati alla scuola dell’infanzia siano sicuri, adeguati e vivibili per bambini piccoli che vi trascorrono molte ore ogni giorno.
Da qui la richiesta al sindaco di passare dalle rassicurazioni alle risposte concrete: quali interventi saranno realizzati, quando inizieranno i lavori e soprattutto quando saranno conclusi e realmente fruibili.
Le famiglie non chiedono privilegi, ma “un ambiente scolastico adeguato, dignitoso e realmente vivibile”. Il confronto tra amministrazione e genitori, dunque, resta aperto, mentre per le mamme la questione centrale non è quante stanze ci siano sulla carta, ma come quei bambini vivano quegli spazi ogni giorno.
