INCENDI BOSCHIVI, PEPE: «IN ABRUZZO SERVE UNA SERIA POLITICA DI PREVENZIONE»

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«Quando si parla di incendi boschivi occorre essere umili, non cantare vittoria e riflettere sugli errori che sicuramente si commettono, per cercare di evitarli in futuro». A parlare è Dino Pepe, già assessore regionale con delega anche al patrimonio forestale, che interviene sull’emergenza incendi in Abruzzo. «L’incendio del Morrone, che è ripartito con violenza in questi ultimi giorni, dovrebbe fungere da insegnamento e monito». Secondo Pepe, le responsabilità non possono essere ricondotte soltanto alla soppressione del Corpo forestale dello Stato. «È solo un alibi per nascondere sette anni di assoluta mancanza di una seria politica forestale», sostiene l’ex assessore. Nel mirino finiscono soprattutto le strategie di prevenzione e la gestione del patrimonio boschivo regionale. «Per gli interventi antincendio si prosegue con la tradizionale attività basata su burocratiche (e onerose) convenzioni», osserva Pepe.
Una modalità che, a suo giudizio, non sarebbe più adeguata alle mutate condizioni climatiche e alla maggiore potenza degli incendi. Tra le criticità indicate anche la carenza di manutenzione dei boschi, di risorse e di imprese boschive qualificate. Per questo, «la Regione, tramite la neonata Agenzia regionale di protezione civile, dovrebbe attivare non solo misure di coinvolgimento degli organi preposti all’emergenza, ma anche un controllo reale del territorio». L’obiettivo sarebbe programmare interventi di pulizia, sfoltimento e realizzazione di fasce antincendio, coinvolgendo Comuni e aziende boschive.
Pepe punta il dito anche sulle risorse destinate alla prevenzione: «Sono state ridotte al lumicino, pari a soli 4 milioni di euro». Una cifra che, secondo l’ex assessore, consentirebbe di finanziare soltanto 20 interventi nell’intero periodo di programmazione.
«Nel prossimo CSR va fatto un ragionamento adeguato al nuovo livello di rischio incendi in Abruzzo, così da prevedere misure e risorse sufficienti». Altra criticità è la «chiusura quasi totale dei vivai forestali», ritenuti fondamentali per la riproduzione e il reimpianto delle piante. Infine, Pepe chiede di investire nella nascita di aziende boschive, soprattutto coinvolgendo i giovani, e nello sviluppo della filiera forestale.«Questo renderebbe produttiva l’attività di manutenzione e gestione del patrimonio boschivo», afferma, con benefici anche sul fronte del dissesto idrogeologico. «Ma, soprattutto, di difesa del territorio dagli incendi», conclude l’ex assessore regionale Dino Pepe.