Tavolini, sedie, sdraio e barbecue sotto i ponti del Tordino. Spazi utilizzati per picnic e momenti di relax che, purtroppo, finiscono per trasformarsi in un problema di decoro e sicurezza.
La cosa più inquietante è che tutto questo avviene a pochi passi dal centro di Teramo, assumendo quindi un’eco ancora più forte. Basta spostarsi di poco per scoprire, sotto alcuni viadotti, una sorta di cittadina nella cittadina, con ambienti allestiti alla meglio e utilizzati con continuità.
Quei tavoli, le sedie, le sdraio e i barbecue sembrano testimoniare la presenza di veri e propri spazi abitativi, altro che semplici aree per un picnic. Non ci si trova soltanto davanti a persone che cercano un riparo occasionale dalla pioggia o dal freddo, ma a situazioni che sembrano protrarsi nel tempo.
E allora le domande sono inevitabili: chi controlla queste aree? Chi le frequenta? E accendere barbecue o fuochi non comporta rischi per la sicurezza?
Domande semplici, alle quali sarebbe necessario dare una risposta. Controllare, del resto, non significa necessariamente puntare il dito o perseguire qualcuno. Significa prima di tutto garantire sicurezza, igiene e prevenzione del rischio di incendi.
E significa anche tutelare le persone che vivono in condizioni di difficoltà. Il problema, dunque, non è soltanto trovarsi davanti a una situazione poco edificante, ma constatare che tutto questo sembra avvenire senza un intervento evidente da parte di chi dovrebbe vigilare.
Se invece i controlli ci sono, allora sarebbe opportuno sapere come vengono effettuati e, soprattutto, da chi.
