Politiche, cambia il voto: ecco cosa dovrà sapere l’elettore

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Se la nuova legge elettorale sarà approvata definitivamente, il voto alle prossime elezioni politiche cambierà rispetto al sistema attuale.
L’elettore non si troverà più davanti ai collegi uninominali, ma voterà con un sistema prevalentemente proporzionale. Sulla scheda saranno presenti i simboli dei partiti, organizzati anche all’interno delle coalizioni. Il primo passo sarà quindi scegliere la lista alla quale destinare il proprio voto. Ogni lista avrà un capolista bloccato, indicato direttamente dal partito. Il capolista non sarà quindi scelto dall’elettore attraverso la preferenza. Per gli altri candidati sarà invece possibile esprimere le preferenze (ad oggi 3) secondo le modalità previste dalla nuova legge. Il voto di lista servirà a determinare quanti seggi spettano a ciascuna forza politica.
Ma c’è un elemento decisivo: il sistema prevede un premio di maggioranza. Se una coalizione raggiungerà almeno il 42% dei voti, scatterà il meccanismo che le consentirà di ottenere la maggioranza dei seggi. L’obiettivo è evitare, in questo modo, che dopo le elezioni sia necessario costruire maggioranze attraverso successive trattative parlamentari. Se invece nessuna coalizione raggiungerà il 42%, i seggi saranno distribuiti secondo il meccanismo proporzionale previsto dalla legge.
Gli elettori, inoltre, troveranno indicato sulla scheda il candidato alla Presidenza del Consiglio collegato alla coalizione.
Attenzione però: non si voterà direttamente il presidente del Consiglio, perché la nomina resterà legata al procedimento previsto dalla Costituzione. In sostanza, il cittadino voterà principalmente una lista, potrà indicare le preferenze per i candidati ammessi al voto e contribuirà con il proprio risultato a determinare la coalizione destinata a governare.
Il sistema cerca quindi di mettere insieme rappresentanza proporzionale e possibilità di avere una maggioranza parlamentare più stabile. La parola definitiva spetterà comunque alla Camera: fino all’approvazione finale, alcune regole potrebbero ancora cambiare. Per l’elettore, dunque, la regola più semplice da ricordare è: si sceglie la lista, si possono esprimere le preferenze previste e il voto contribuisce anche alla sfida per il premio di maggioranza.

E nonostante la legge debba tornare alla Camera per il voto finale anche nella nostra Provincia i partiti scaldano i motori per scegliere i capolista e i candidati. Noi vi terremo aggiornati costantemente sulle “manovre” palesi e sotterranee.