È scontro politico ad Atri sul futuro della scuola primaria di Casoli e, in particolare, sulla mancata attivazione del tempo pieno. A sollevare la questione è Prospettiva Atri, secondo cui alcuni bambini delle frazioni vengono accompagnati dallo scuolabus di Notaresco proprio perché “A Notaresco c’è il tempo pieno. Alla scuola primaria di Casoli no”. L’opposizione evidenzia inoltre il calo degli iscritti alla nuova prima classe, passati dai 17 dello scorso anno agli attuali 12.
“Con questi numeri ogni iscrizione conta e ogni segnale dovrebbe essere letto per tempo”, sostiene Prospettiva Atri, ricordando la richiesta di tempo pieno avanzata nel 2025 da 21 famiglie. Il gruppo di minoranza chiede quindi all’amministrazione di indicare costi, copertura finanziaria e una data certa per l’eventuale attivazione del servizio.
Sul tema interviene il vicesindaco e assessore all’Istruzione Domenico Felicione, che respinge le accuse e invita a confrontare le polemiche con gli atti amministrativi.
“A Casoli di Atri la Scuola Primaria prosegue l’attività in modo pienamente regolare”, afferma, sottolineando che la nuova prima classe è autonoma e priva di pluriclassi.
Per Felicione, i 12 iscritti sono un dato da leggere anche alla luce della media storica di circa 15 nati annualmente nelle frazioni. Sul tempo pieno, l’assessore attribuisce la mancata attivazione ai vincoli nell’assegnazione dell’organico docente da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale.
“L’Amministrazione comunale ha garantito ed erogato tempestivamente la copertura per mensa e trasporti indispensabile alla Direzione Didattica per inoltrare la richiesta”, sostiene. La maggioranza contesta inoltre l’idea di un fenomeno di sola fuga degli studenti, ricordando che i plessi atriani accoglierebbero ogni anno circa 12 alunni provenienti dai Comuni limitrofi. Felicione richiama anche l’interrogazione della minoranza del 6 agosto 2026, relativa a cinque bambini accompagnati a Notaresco. “Dal 2018 ad oggi la tutela delle nostre scuole, in particolare nelle frazioni, è stata una priorità assoluta di questa Amministrazione”, afferma il vicesindaco.
L’amministrazione ricorda infine il precedente progetto di doposcuola e mensa avviato nell’anno scolastico 2018/2019. “Se questa misura ha incontrato oggettive difficoltà pratiche o di adesione nella sua fase di attivazione precisa l’amministratore – ciò non cancella la reale volontà dell’Ente, che resta pronto a fare la sua parte”. Il confronto resta dunque aperto tra chi chiede un intervento immediato sui servizi e chi rivendica quanto già fatto dal Comune, attribuendo i limiti attuali soprattutto all’organico scolastico. Al centro della disputa rimangono i numeri delle iscrizioni, le esigenze delle famiglie e la capacità del territorio di mantenere attrattivi i propri plessi scolastici.
Scuola e tempo pieno, ad Atri è duello tra opposizione e Giunta

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