La morte di Andrea Moretti, 22 anni, originario di Tottea, frazione di Crognaleto, avvenuta mentre lavorava in un cantiere per la manutenzione del Colosseo, riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il giovane stava lavorando al nuovo impianto di illuminazione del monumento quando è caduto da dieci metri: la Procura di Roma ora indaga per omicidio colposo. Operaio rocciatore, era specializzato e molto esperto nonostante i suoi 22 anni. Una qualifica molto ricercata e difficile da reperire per i cantieri, in cui tanti giovani e meno giovani delle montagne teramane si sono cimentati negli anni. Andrea aveva seguito le orme del padre, operaio anche lui per tanti anni e costretto a lasciare il lavoro, circa trent’anni fa, per un infortunio che lo rese invalido. Il sindaco di Crognaleto, Orlando Persia, amico personale di Andrea, lo descrive come un “ragazzo solare, amante della vita, della sua terra, legato alle amicizie e ai cavalli, la sua passione”. Il primo cittadino ha annunciato che proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali.
A intervenire, oggi, è anche la CGIL di Teramo, che esprime vicinanza alla famiglia del giovane e chiede un cambio di passo nella prevenzione degli incidenti.
Il sindacato sottolinea come si trattasse di un cantiere legato a un appalto pubblico per la manutenzione di un bene patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1980. «Abbiamo dovuto chiedere la chiusura del Colosseo per la morte di Andrea Moretti», afferma la CGIL, interrogandosi sulle condizioni di sicurezza precedenti alla tragedia.
Secondo il sindacato, il patrimonio pubblico dovrebbe rappresentare un modello inderogabile di tutela dei lavoratori. La CGIL pone quindi una domanda: perché la sicurezza non dovrebbe essere una priorità anche negli appalti pubblici?
Nel comunicato, il sindacato critica inoltre una gestione della sicurezza che, a suo giudizio, non può limitarsi al cordoglio dopo una tragedia. Per la CGIL, non sarebbe sufficiente inasprire le pene senza intervenire sui sistemi di prevenzione e controllo. Il sindacato chiede maggiori risorse per potenziare i servizi ispettivi e gli organismi preposti alla prevenzione. L’obiettivo indicato è quello di rafforzare una cultura della sicurezza che coinvolga imprese e istituzioni.
La CGIL Teramo ribadisce il proprio impegno insieme alle parti sociali affinché la prevenzione diventi un elemento costante nelle politiche del lavoro. «Il patrimonio pubblico deve essere un modello inderogabile di tutela e sicurezza», ribadisce il sindacato. La vicenda del giovane lavoratore diventa così, nelle parole della CGIL, un ulteriore richiamo alla necessità di investire sulla sicurezza. Al centro restano la tutela dei lavoratori e la prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro. La CGIL di Teramo rinnova infine la propria vicinanza alla famiglia Moretti e richiama imprese e istituzioni alla responsabilità di trasformare il tema della sicurezza da principio dichiarato a pratica quotidiana.
