Roseto, tutti contro tutti: il centrodestra si divide e il centrosinistra pure

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A Roseto le elezioni comunali del maggio 2027 sono ancora lontane, ma la politica ha già deciso di non aspettare. Domani Vanessa Quaranta verrà presentata ufficialmente come candidata sindaca sostenuta da Fratelli d’Italia, Noi Moderati, Forza Roseto, Nuova Meta, Per Vanessa e SiAmo Roseto, la lista che fa riferimento a Tommaso Ginoble.

Una coalizione che, sulla carta, ha già un discreto peso. Il problema è quello che manca nell’elenco: Forza Italia e Lega. Due assenze tutt’altro che casuali, considerato che nei mesi scorsi entrambi i partiti avevano manifestato perplessità sulla candidatura di Quaranta, arrivando a definirla non sufficientemente forte per rappresentare l’intero centrodestra.

E così quello che doveva essere il centrodestra unito rischia di diventare un centrodestra “a geometria variabile”. Tutti insieme? Sì, ma non proprio tutti. Una formula che in politica ha il vantaggio di lasciare aperte molte porte e lo svantaggio di far capire immediatamente che qualche porta è rimasta chiusa.

Dall’altra parte della barricata, però, non si brinda alla compattezza. Il centrosinistra sembra alle prese con la sua consueta specialità olimpica: il dibattito interno. Mario Nugnes punta alla riconferma e il suo progetto politico guarda ad Azione. Il Partito democratico, secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, potrebbe sostenere Nugnes con il proprio simbolo.

Ma qui arriva il secondo “ma”. AVS e Movimento 5 Stelle potrebbero infatti scegliere di correre separatamente, dando vita a un’altra lista. Se lo scenario venisse confermato, anche il centrosinistra arriverebbe al voto con più anime, più candidati e, presumibilmente, più calcolatrici.

Poi c’è l’incognita Vannacci. Da qualche settimana circolano voci sulla possibile presenza a Roseto di una lista collegata all’area del generale Roberto Vannacci. Al momento, però, si tratta di un’ipotesi e non di una candidatura ufficialmente annunciata. Dunque, meglio tenere il pallottoliere nel cassetto e aspettare conferme.

Il risultato, per ora, è una situazione piuttosto curiosa: il centrodestra rischia di presentarsi senza una parte importante dei suoi partiti, mentre il centrosinistra rischia di presentarsi con una parte importante dei suoi partiti… ma non necessariamente tutti sotto lo stesso tetto.

E il bello è che si voterà con il doppio turno. Questo significa che al primo giro ognuno potrà contare i propri voti, mentre al secondo bisognerà capire chi sarà disposto a parlare con chi. Ed è proprio lì che le alleanze di oggi potrebbero diventare i problemi di domani, oppure viceversa.

Insomma, a Roseto la partita è appena cominciata e già sembra una partita a scacchi giocata con alcune pedine ancora da scegliere. La vera sfida, per tutti, sarà riuscire ad arrivare a maggio 2027 con una squadra sufficientemente compatta da convincere gli elettori.

Perché una cosa è già abbastanza chiara: a Roseto nessuno vuole stare in panchina. E, a giudicare dai primi movimenti, qualcuno sembra avere già iniziato a contendersi anche l’arbitro.