I numeri dell’economia abruzzese raccontano una realtà diversa da quella rivendicata dalla Giunta Marsilio. A sostenerlo è il capogruppo regionale del Partito Democratico, Silvio Paolucci, che mette al centro la condizione di famiglie, lavoratori e imprese. Secondo Paolucci, i dati di INPS, Banca d’Italia e CGIA Mestre evidenziano criticità profonde. Negli ultimi dieci anni l’Abruzzo ha perso quasi 11.000 imprese artigiane, con un calo del 28,3%. Nello stesso periodo, tra il 2008 e il 2023, i salari reali regionali sono diminuiti dell’11,7%, quasi il doppio della media nazionale. Lo stipendio medio annuo abruzzese si ferma a 20.339 euro, circa 4.100 euro in meno rispetto alla media italiana. A pesare sono anche l’erosione dei risparmi, il ricorso al credito al consumo e le difficoltà crescenti delle famiglie.
Sul fronte del lavoro, le ore di Cassa Integrazione autorizzate hanno raggiunto 17,5 milioni, con un aumento del 30% in un anno. Particolarmente significativo è l’incremento della Cassa Integrazione Straordinaria, cresciuta di oltre il 227%.
Il part-time involontario riguarda inoltre il 30,6% dei lavoratori dipendenti, mentre aumentano precarietà e lavoro povero.
Paolucci sottolinea anche l’invecchiamento della forza lavoro e il progressivo innalzamento dell’età pensionabile. A preoccupare è soprattutto la condizione dei giovani: il 14% tra i 15 e i 29 anni è NEET e il saldo migratorio dei laureati è negativo per il 17,9 per mille.
Anche la crescita economica appare contenuta: la stima per il 2025 è dello 0,4%, sotto la media nazionale dello 0,5%. Le esportazioni, inoltre, risultano sostenute soprattutto dal comparto farmaceutico, mentre al netto del settore l’export registra un -1%. Restano forti le difficoltà dell’automotive, settore particolarmente rilevante per l’economia regionale, e delle piccole imprese, che rappresentano l’85% del tessuto economico. Criticità vengono segnalate anche nell’utilizzo dei fondi europei FESR e FSE+, con pagamenti fermi al 9,4% della programmazione 2021-2027. Per Paolucci, questi indicatori mettono in discussione il racconto di un Abruzzo economicamente in salute e impongono una riflessione sulle politiche industriali e occupazionali. “Bisogna parlare del benessere reale delle famiglie”, conclude il capogruppo dem, chiedendo alla Regione interventi capaci di creare lavoro stabile, salari adeguati e nuove prospettive per i giovani.
Abruzzo, l’affondo di Paolucci: “Dietro i record sbandierati c’è una realtà più fragile”

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