Ad Atri l’ora di educazione motoria si prepara a diventare una piccola avventura all’aria aperta. La destinazione è la Villa Comunale, raggiunta rigorosamente a piedi e sotto la vigilanza degli insegnanti. Tutto molto salutare, naturalmente, purché ci sia il sole, non faccia troppo freddo e magari Giove Pluvio decida di restare a casa. Perché il documento dell’Istituto comprensivo precisa che le lezioni si svolgeranno all’aperto «quando le condizioni meteo lo consentono». Il problema è il giorno in cui le condizioni meteo non lo consentiranno: il documento non sembra indicare dove andranno i bambini. Niente Villa, dunque. Ma nemmeno una soluzione alternativa chiaramente indicata. E qui entra in campo un altro dettaglio tutt’altro che secondario: la responsabilità. Gli alunni saranno accompagnati dai docenti, che ne avranno la «costante vigilanza e responsabilità», ma cosa accadrà in caso di incidente durante il tragitto o durante l’attività? Una domanda che, prima della firma richiesta alle famiglie, meriterebbe forse una risposta altrettanto chiara. Insomma, ai genitori viene chiesto di firmare la presa visione, mentre resta da capire quale sarà il piano B quando il cielo deciderà di non collaborare. Altra perplessità che sorge al lettore: l’ultimatum della presa visione scade il 28 settembre e se il genitore si rifiuta di firmare? Il bambino resterà in classe menre gli altri andranno alla villa? Chi lo (o li) sorveglierà? Forse, però, il vero esercizio di educazione motoria sarà un altro: correre ai ripari quando arriva la pioggia. Perché il punto di partenza di tutta questa curiosa organizzazione è uno solo, ed è difficile da aggirare: la scuola primaria di Atri non ha una palestra.
Atri, ginnastica al parco. Ma il piano B dov’è?

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