Da Roseto a Santiago, 800 km sul Cammino Francese: la storia di mamma Anna e del figlio Giacomo nell'anno del «sorpasso» italiano

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Il Cammino di Santiago torna a parlare italiano e, tra gli oltre trentamila connazionali che negli ultimi mesi hanno percorso i sentieri verso la Galizia, c’è anche una straordinaria storia rosetana. È quella di Anna Luca e di suo figlio Giacomo Pompilii, tornati a casa dopo aver percorso interamente l’itinerario francese: circa 800 chilometri a piedi, compiuti metro dopo metro, spalla a spalla. La loro impresa s’inserisce in un momento storico per le rotte jacobee. Secondo i dati resi noti dal quotidiano spagnolo La Voz de Galicia, l’Italia ha registrato un vero e proprio boom sul Cammino (+65% nei primi otto mesi dell’anno), riconquistando il primato tra le nazionalità straniere. Un sorpasso sugli Stati Uniti atteso da quattro anni, favorito certamente dall’effetto mediatico dei recenti film dedicati alla rotta santa, ma spinto soprattutto da motivazioni intime, spirituali e dalla voglia di mettersi alla prova.

Mamma Anna: la forza dell’energia rosetana

Sette figli ormai adulti, un lavoro quotidiano duro che la vede sveglia ben prima dell’alba e una passione innata per le sfide estreme, come l’arrampicata su roccia: Anna Luca è la dimostrazione vivente di come la fatica sia solo uno stato mentale. Nemmeno il tempo di togliere gli scarponi che era già pronta a ripartire per nuove avventure — tra i suoi prossimi desideri c’è persino un lancio con il paracadute! «Sarei tornata anche a piedi, tanto mi ha appassionata questo cammino», racconta Anna al rientro a Roseto. «Non escludo affatto di ripetere questa esperienza, che mi ha arricchito nello spirito. La fatica? Abituata al lavoro duro, quasi non l’ho avvertita».

Giacomo: il destino nel nome e la ricchezza nello spirito

Al suo fianco c’era il figlio Giacomo, un nome che richiama proprio Santiago in lingua spagnola. Studente di Scienze Motorie all’Università dell’Aquila, Giacomo ha messo alla prova il proprio fisico affrontando un mese di cammino ininterrotto. I fisiologici acciacchi ai piedi e alle ginocchia sono diventati poca cosa rispetto all’esperienza maturata lungo la via: «Ho apprezzato ogni singolo metro percorso. Il Cammino mi ha permesso di liberare la mente, riflettere sul senso della vita e raccogliere tantissime idee a cui vorrò dare corpo al più presto, una volta smaltita la stanchezza fisica».

Il sostegno da casa: la fede e la cucina di papà Peppino

A Roseto, ad attendere i due pellegrini, c’era papà Peppino. Con le sue doti culinarie ha preparato un pranzo speciale per festeggiare il loro ritorno, dopo averli accompagnati giorno dopo giorno da lontano: «Avrei affrontato volentieri il cammino con loro, ma le mie condizioni di salute purtroppo non me l’hanno consentito. Comunque sono stato loro vicino ogni momento con la preghiera e con l’aiuto del Signore».

Il fenomeno italiano visto dalla Galizia

L’esperienza di Anna e Giacomo rispecchia perfettamente quanto osservato a Santiago de Compostela. Come evidenziato dal quotidiano galiziano, tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 sono stati ben 32.399 gli italiani arrivati alla cattedrale (pari all’8,18% del totale dei pellegrini), superando i 32.060 statunitensi e posizionandosi subito dietro agli spagnoli (161.862). Un’onda travolgente che ha visto l’itinerario francese — quello scelto dai due rosetani — accogliere da solo il 40% dell’intero flusso estivo. Un’esperienza fatta di fatica, incontri e condivisione che ha unito e continua a unire migliaia di persone lungo le strade della Spagna, portando orgogliosamente anche un pezzo di Roseto fino alla meta.