Roseto, l’Udc replica a FdI: «La fuitina è riuscita, ora non aspettatevi che siano gli altri a bussare»

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Dopo la presentazione di Vanessa Quaranta come candidata sindaca di Roseto, sostenuta dalla lista civica SiAmo Roseto e dall’appoggio ufficiale di Fratelli d’Italia, arriva la presa di posizione dell’Udc, che insieme a Forza Italia e Lega ha scelto di non aderire al progetto. In un comunicato dai toni ironici ma netti, il partito parla di una vera e propria «fuitina politica» tra FdI e SiAmo Roseto, sottolineando come la candidatura sia stata definita senza la condivisione degli altri partiti del centrodestra di Governo.

L’Udc precisa di rispettare la scelta compiuta da Fratelli d’Italia e dalla lista civica, rivendicando però la stessa libertà per sé e per gli altri alleati che non hanno condiviso la candidatura. «Una porta può certamente restare aperta – sottolinea Dante D’Elpidio, ex parlamentare e attuale referente del partito – ma se per mesi si chiude ogni volta che qualcuno propone una soluzione diversa da quella già individuata, diventa difficile aspettarsi che, una volta celebrata la “fuitina”, gli altri arrivino ordinatamente a bussare».

Il nodo, secondo l’Udc, non riguarda le persone indicate come possibili candidate, tutte considerate «degne di rispetto e pienamente legittimate a candidarsi», ma il metodo seguito per arrivare alla scelta. Il partito ricorda che, su cinque forze del centrodestra di Governo, tre non erano d’accordo sulla candidatura e sostiene che sarebbe stato opportuno procedere con ulteriori approfondimenti. La proposta dell’Udc resta quella indicata nei mesi scorsi: «Prima Roseto, poi il programma, infine il candidato».

Da qui la decisione di concentrare ora il lavoro sui problemi concreti della città e delle frazioni: viabilità, parcheggi, manutenzione, sicurezza, commercio, turismo, servizi, giovani, anziani, famiglie, attività produttive, sviluppo urbanistico e decoro. Il partito, inoltre, non intende oggi vincolarsi a un nome o a una precisa collocazione.

«Esamineremo i programmi, ascolteremo le proposte e valuteremo i candidati che saranno realmente in campo», continua D’Elpidio, indicando come criteri la capacità amministrativa, l’esperienza politica, l’affidabilità e la disponibilità ad assumere impegni precisi. Nessuna preclusione, dunque, rispetto alle future alleanze. «Il candidato potrà chiamarsi Mario, Francesca, Alessandra o Rosario. Non è questo che oggi ci appassiona», sottolinea l’ex deputato a nome del suo partito, riservandosi di decidere autonomamente se sostenere eventuali candidature ritenute coerenti con un programma capace di offrire risposte alla città.

Il messaggio rivolto a FdI è altrettanto chiaro: rispetto per la scelta compiuta, ma anche rispetto per chi ha deciso di non aderirvi. L’unità del centrodestra, secondo l’Udc, «si costruisce insieme: non si annuncia in conferenza stampa e non si chiede agli altri di ratificarla dopo». La conclusione guarda quindi alla campagna elettorale e prova a spostare il confronto dai nomi ai contenuti: «Roseto non ha bisogno di una guerra tra coalizioni o tra candidati. Ha bisogno di soluzioni».