Terremoto nel centrodestra a Roseto: spaccatura insanabile tra FdI e gli alleati. Urbini (FI): «Servi delle civiche, verso il 2027 da soli»

Ascolta l’articolo

0:00

Il centrodestra di Roseto si spacca in modo definitivo in vista delle amministrative del maggio 2027. Da una parte Fratelli d’Italia e Noi Moderati; dall’altra Forza Italia, Lega e Udc, pronte a organizzarsi autonomamente dopo l’ennesima imposizione. A tracciare la linea di rottura è la coordinatrice cittadina di Forza Italia, Maristella Urbini, denunciando due anni di trattative farsa sulla candidatura a sindaco di Vanessa Quaranta, blindata da FdI.

«La vicenda dura da circa due anni ed è ora che la città conosca i fatti», afferma Maristella Urbini. «Ci saremmo aspettati che il tavolo fosse il luogo nel quale confrontare realmente candidature e programmi. È accaduto, invece, che, mentre agli altri partiti veniva chiesto di “fare un nome”, quello già individuato rimaneva fuori discussione. Non divide chi chiede di decidere insieme, ma chi sostituisce il confronto con il fatto compiuto». Lo strappo si è consumato con l’adesione di FdI al progetto civico “Siamo Roseto”. Per gli alleati, un atto di sottomissione politica.

«Allargare la coalizione è una cosa, rinunciare al ruolo politico del centrodestra è un’altra», incalza Urbini. «Da una parte ci sono le realtà civiche che hanno costruito il progetto, dall’altra Fratelli d’Italia e Noi Moderati che – svalutando il centrodestra – hanno scelto di sostenerlo correndo come portatori d’acqua. Il centrodestra può aprire le porte a tutti, ma non può consegnare ad altri le chiavi di casa propria». Nessun margine di ricucimento su decisioni subite: Forza Italia, Lega e Udc serrano le file e preparano un percorso alternativo in vista delle urne. «L’unità si costruisce prima della scelta, non si pretende dopo», conclude la coordinatrice azzurra. «Forza Italia, insieme a Lega e Udc, continuerà a lavorare per il bene di Roseto. Il percorso resta aperto, ma da oggi penseremo ai temi d’interesse per i cittadini e ai programmi. A loro l’ultima parola».