Dopo la lite tra l’assessore Gianpaolo Lella e la vicesindaca Luciana Di Marco, il mondo politico interviene chiedendo chiarezza e responsabilità.
IL PD: “A SILVI NON C’È PIÙ UNA MAGGIORANZA”
Il segretario provinciale del Partito Democratico di Teramo, Robert Verrocchio, condanna con fermezza quanto accaduto a Silvi, definendolo, sulla base delle notizie riportate dalla stampa, «gravissimo, sconcertante e inaccettabile».
Il Pd esprime solidarietà alla vicesindaca Luciana Di Marco e sottolinea che la violenza, verbale o fisica, non può trovare spazio nelle istituzioni.
Per Verrocchio, oltre agli eventuali risvolti penali ed etici, emerge un problema politico: secondo il segretario provinciale dem, «a Silvi non esiste più una maggioranza in grado di governare la città».
Il riferimento è anche alla mancata partecipazione della maggioranza al Consiglio comunale e all’ipotesi di azzeramento della giunta.
Il Pd richiama inoltre la difficile situazione che sta attraversando Silvi, sostenendo che la città abbia bisogno di programmazione e interventi concreti.
Verrocchio chiede infine al sindaco Andrea Scordella di fare immediata chiarezza e di prendere atto, secondo la sua valutazione, della fine dell’esperienza amministrativa.
FRATELLI D’ITALIA: “NESSUNA GIUSTIFICAZIONE ALLA VIOLENZA”
Anche la consigliera regionale e coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia, Marilena Rossi, interviene sull’episodio esprimendo, a nome proprio e del gruppo regionale, «la più ferma e decisa condanna».
Rossi parla di un fatto di estrema gravità e, richiamando quanto riportato dagli organi di informazione, chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto.
La rappresentante di FdI sottolinea che la violenza, fisica o verbale, non può essere considerata uno strumento di confronto politico.
Alla vicesindaca Luciana Di Marco viene espressa solidarietà, insieme alla richiesta che siano assunte le responsabilità eventualmente accertate.
Rossi invita infine tutte le forze politiche e istituzionali a prendere posizione contro ogni forma di violenza e sopraffazione.
LA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ: “IL SILENZIO NON PUÒ ESSERE UNA RISPOSTA”
Sulla vicenda interviene anche la Commissione Pari Opportunità, che esprime profondo sconcerto e precisa che le ricostruzioni dovranno essere sottoposte ai necessari accertamenti.
Se i fatti riportati saranno confermati, secondo la Commissione non si tratterebbe semplicemente di una divergenza politica, ma di un episodio che coinvolgerebbe direttamente la dignità delle istituzioni.
La Commissione manifesta vicinanza alla vicesindaca e chiede piena chiarezza, ribadendo che il confronto politico deve rimanere entro i confini del rispetto e della convivenza civile.
