Abruzzesi detenuti in Venezuela, Marsilio: “Continueremo a sostenere l’azione diplomatica”

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Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha incontrato a Palazzo dell’Emiciclo una delegazione di familiari e rappresentanti di cittadini italiani abruzzesi detenuti in Venezuela. Al centro dell’incontro le condizioni di detenzione, i maltrattamenti denunciati dalle famiglie e la richiesta di mantenere alta l’attenzione delle istituzioni.
«Porteremo all’attenzione del ministro degli Esteri e del presidente del Consiglio le richieste delle famiglie», ha dichiarato Marsilio. Il presidente ha assicurato che la Regione continuerà a sostenere l’azione diplomatica per favorire la liberazione dei connazionali.
I casi segnalati riguardano Gerardo Cotticchia e Walter Ranieri, di Giulianova. Tra i detenuti figurano inoltre Tulio Medina Gianfelice, dell’Aquila, Massimiliano Ranieri, di Roio del Sangro, e Cesar Cifa, di Campli. La rappresentanza dei familiari e dei detenuti è stata affidata all’avvocato Maria Rosa De Grazia.
La delegazione ha chiesto un impegno coordinato della Regione e dei Comuni di appartenenza delle famiglie. L’obiettivo è sostenere un intervento diplomatico che possa favorire il ritorno dei loro congiunti. «Continueremo su questa strada, con la consapevolezza dei limiti dell’azione regionale ma con la volontà di offrire ogni contributo possibile», ha aggiunto Marsilio. L’impegno proseguirà anche attraverso iniziative di comunicazione e sensibilizzazione e il coinvolgimento dei sindaci. Marsilio ha ricordato inoltre lo storico legame tra Abruzzo e Venezuela, nato dall’emigrazione di numerose famiglie abruzzesi. Un rapporto mantenuto vivo anche attraverso il Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo. «Per molti abruzzesi, il Venezuela non è un Paese lontano: è parte della propria storia familiare», ha sottolineato il presidente. Marsilio ha infine ribadito il sostegno alla diplomazia italiana e l’auspicio per la liberazione di tutti i prigionieri politici. «L’assistenza ai nostri connazionali deve essere garantita ovunque si trovino», ha concluso, richiamando anche l’importanza del rispetto dei diritti civili e politici.