Atri, basta attrezzi dimenticati in garage: arriva la biblioteca del fai da te

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Il trapano comprato per appendere un quadro, la scala utilizzata una volta sola e la motosega tirata fuori dal garage per una potatura: oggetti indispensabili per un giorno e condannati, subito dopo, a una lunga vita di polvere. E allora perché non prestarli a chi ne ha bisogno, invece di lasciarli inutilizzati?
Da questa domanda nasce ad Atri l’idea di alcuni cittadini di creare una vera e propria biblioteca degli attrezzi. Il funzionamento sarebbe semplice: si prende in prestito un utensile, lo si usa e poi lo si restituisce, proprio come un libro.
Un modello già sperimentato, ad esempio a Belfast, dove l’iniziativa è attiva dal 2019. L’idea è mettere in comune anche gli attrezzi che non vengono più utilizzati, dando loro una seconda vita invece di lasciarli marcire in cantina o in garage. Qualcuno potrà rimetterli in sesto, qualcun altro procurare i ricambi e qualcun altro ancora utilizzarli quando servono. E il proprietario? Quando avrà nuovamente bisogno del suo attrezzo, potrà ritrovarlo nella biblioteca.
Per ospitare l’iniziativa è stata individuata l’ex falegnameria di via dei Cistercensi, accanto al mercato coperto. Un edificio comunale che, almeno sulla carta, sembra avere tutte le caratteristiche per trasformarsi nella “casa degli attrezzi” degli atriani. I primi conti parlano di una spesa iniziale compresa tra 2.000 e 7.700 euro e di costi annuali tra 1.800 e 2.800 euro. Con una quota di 30 euro, servirebbero circa 62-92 soci per coprire le spese di gestione.
Insomma, ad Atri potrebbe nascere un luogo dove il trapano non prende più polvere e la scala non viene dimenticata per anni dietro una porta.
Ora la parola passa agli atriani, che sui social hanno già iniziato a confrontarsi per capire se l’idea può diventare realtà.
E chissà che, una volta partita la biblioteca, qualcuno non scopra finalmente che quel vecchio attrezzo in garage può essere molto più utile nelle mani di un vicino.