Ad Atri l’ora di educazione motoria rischia di trasformarsi in una partita a scacchi, con diversi alunni fermi e le famiglie chiamate a decidere la prossima mossa.
Come si ricorderà giorni fa la dirigente della scuola primaria emana una circolare con la quale i genitori erano stati invitati a firmare una liberatoria per consentire lo svolgimento delle lezioni nella Villa Comunale. Una soluzione dettata soprattutto da una carenza che ormai appare evidente: la scuola non dispone di una palestra dedicata ai bambini. Così il parco è diventato, di colpo, la palestra all’aria aperta dell’istituto. Peccato che diversi genitori abbiano scelto di non firmare la liberatoria. Non ci hanno visto chiaro su responsabilità e opportunità. Fatto sta che la mancata autorizzazione di alcuni finisce per bloccare l’attività motoria anche per i bambini i cui genitori hanno invece firmato. Risultato? Molti bambini rimangono in classe. Una situazione che molti avevano preventivato.
Da una parte ci sono le legittime perplessità di alcune famiglie, dall’altra quelle che hanno dato il proprio consenso e si trovano comunque con i figli privati della lezione.
Ma dietro il braccio di ferro sulla liberatoria resta il problema vero: la mancanza di una palestra scolastica adeguata.
Se ci fosse uno spazio interno destinato all’attività motoria, probabilmente gran parte della discussione non sarebbe nemmeno iniziata.
Invece, per fare ginnastica bisogna uscire dalla scuola, raggiungere il parco e ottenere il via libera delle famiglie magari per evitare responsabilità. Una procedura che rischia di trasformare una semplice ora di motoria in un piccolo percorso a ostacoli. Domanda: ma le responsabilità sono solo della Scuola?
Atri, tutti fermi per una firma: la palestra che non c’è manda in panchina la motoria

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