A Silvi la giornata politica ieri è iniziata con un piccolo giallo: il sindaco Andrea Scordella si è dimesso oppure no? La voce, rimbalzata di telefono in telefono, ha fatto in tempo a scaldare gli animi prima ancora del caffè. Peccato che dal Comune nessuno confermasse, lasciando consiglieri e amministratori alle prese con il gioco del “sarà vero?”.
A mezzogiorno, però, è arrivato il chiarimento dello stesso Scordella: dimissioni no, giunta azzerata sì. «Ho azzerato la giunta e attendo i tavoli con serenità dalla prossima settimana», ha spiegato il sindaco. Insomma, più che una crisi di governo, per ora sembra una revisione generale con il cofano aperto.
Il problema è che sotto il cofano qualcosa continua a fare rumore, soprattutto dopo la lite tra l’assessore Lella e la vicesindaca Luciana Di Marco. Le scuse e le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica non sono evidentemente bastate a spegnere tutte le scintille. E così Scordella ha deciso di rimettere mano alla squadra, sperando forse che basti spostare qualche pedina per far ripartire la macchina. Nel frattempo, la voce delle sue presunte dimissioni sembra essere arrivata più dalla maggioranza che dall’opposizione. Un dettaglio non proprio irrilevante, perché quando il “fuoco amico” comincia a scaldare troppo, il termometro politico sale rapidamente
Sul fronte giudiziario, invece, la vicesindaca non avrebbe intenzione, al momento, di querelare l’assessore “assalitore”. Ora arrivano i tavoli della prossima settimana, dove la Lega dovrà provare a rimettere insieme una maggioranza piuttosto scomposta. Si discuterà di deleghe, equilibri e peso dei partiti: in pratica, il classico gioco delle sedie, con una domanda fondamentale. Quando la musica ripartirà, ci saranno abbastanza sedie per tutti o qualcuno resterà inevitabilmente in piedi?
Silvi, la giunta va in pausa: ma il telecomando resta a Scordella

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