Notizie di Categoria: Ambiente

  • Silvi, è scontro sul verde: proteste per tre pini abbattuti

    Silvi, è scontro sul verde: proteste per tre pini abbattuti

    SILVI – L’abbattimento di tre pini sul lungomare di Silvi ha suscitato la protesta delle associazioni ambientaliste cittadine, che hanno espresso preoccupazione per la perdita di alberi ritenuti simbolo del paesaggio costiero. La vicenda ha alimentato il dibattito sulla gestione del patrimonio arboreo e sulla necessità di conciliare la tutela del verde con la sicurezza pubblica.

    L’Amministrazione comunale ha però respinto le critiche, spiegando che la rimozione degli alberi è stata disposta a seguito di accurate valutazioni tecniche che hanno evidenziato uno scarso ancoraggio delle piante e un conseguente elevato rischio di ribaltamento. Per ogni pino abbattuto saranno messi a dimora tre nuovi alberi, scelti tra leccio, tiglio, pero da fiore e oleandro ad alberello, specie ritenute più adatte alle attuali condizioni ambientali e urbanistiche del lungomare.

    La vicesindaca con delega al Verde pubblico, Luciana Di Marco, ha inoltre ricordato che è in corso un importante intervento di tutela degli oltre 800 pini domestici presenti sul territorio comunale. Da alcuni giorni, infatti, una ditta specializzata sta eseguendo trattamenti endoterapici contro la cocciniglia tartaruga del pino, parassita che può provocare la morte degli esemplari colpiti. Tutti gli alberi trattati saranno censiti e monitorati nei prossimi due anni.

    «Si tratta di un’azione necessaria e responsabile – ha dichiarato Di Marco – che coniuga la tutela del patrimonio verde con la sicurezza dei cittadini. Le proteste di questi giorni non trovano quindi reale giustificazione, mentre il nostro impegno per la salvaguardia dei pini e l’incremento del verde urbano è concreto e documentato».

     

    Luciana Di Marco
  • Al via il Corso di Escursionismo Avanzato E2 con i Camosci d’Abruzzo: formazione, passione e pernotto in rifugio

    Al via il Corso di Escursionismo Avanzato E2 con i Camosci d’Abruzzo: formazione, passione e pernotto in rifugio

    La Scuola di Escursionismo “I Camosci d’Abruzzo” e la sezione CAI di Arsita organizzano il nuovo Corso di Escursionismo Avanzato E2. Questo percorso è ideale per chi ama la montagna e vuole vivere un’esperienza formativa di alto livello. Il corso, inoltre, è propedeutico per tutti coloro che desiderano diventare Accompagnatore Sezionale (A.S.E.). Il programma prevede cinque lezioni teoriche che avranno inizio a partire dal 1° settembre 2026. Durante la teoria verranno approfonditi temi come orientamento, meteorologia, emergenze e cultura della montagna. La parte pratica si svilupperà attraverso sei uscite sul territorio, iniziando già dal 30 agosto 2026. Questa prima uscita fungerà da verifica delle competenze, obbligatoria per chi non ha frequentato il corso E1. Il culmine dell’esperienza si raggiungerà il 26 e 27 settembre con le ultime due escursioni del programma. In questa occasione, i partecipanti vivranno l’emozione di un pernotto in quota, obbligatorio per completare il corso. L’alloggio per la notte sarà ospitato presso il suggestivo e noto Rifugio Duca degli Abruzzi. La quota di iscrizione complessiva è di 100 euro, già comprensiva del costo del pernotto in rifugio. Per iscrizioni o dettagli, è possibile chiamare il 333 388 6492 o scrivere all’indirizzo seicamoscidabruzzocai@gmail.com.

     

  • Acque eccellenti e ambiente tutelato: Pineto si gode il suo mare Bandiera Blu

    Acque eccellenti e ambiente tutelato: Pineto si gode il suo mare Bandiera Blu

    PINETO – Le acque del litorale di Pineto si confermano di eccellente qualità. Lo attestano i risultati dei campionamenti effettuati a partire dal 28 aprile e ripetuti nei mesi di maggio e giugno, che evidenziano valori ampiamente entro i limiti previsti per Escherichia coli, enterococchi e altri indicatori microbiologici.Dati che confermano l’ottimo stato di salute del mare pinetese e rafforzano le motivazioni che hanno portato all’assegnazione della Bandiera Blu, riconoscimento ottenuto dalla città per il ventitreesimo anno.

    L’amministrazione comunale, attraverso un manifesto informativo, ricorda ai cittadini e ai turisti che il mantenimento di questo prestigioso vessillo dipende anche dai comportamenti quotidiani. L’invito è quello di utilizzare i cestini presenti sul litorale e di effettuare correttamente la raccolta differenziata per contribuire alla tutela dell’ambiente.

    Tra le raccomandazioni figura anche quella di raggiungere la spiaggia a piedi o in bicicletta, una scelta che consentirebbe di ridurre il traffico, limitare l’inquinamento e alleggerire la pressione sui parcheggi.

    Il Comune richiama inoltre tutti al rispetto della spiaggia e delle aree circostanti, ribadendo come la salvaguardia dell’ambiente rappresenti una priorità per il territorio. Un impegno costante che, insieme alla qualità delle acque e dei servizi offerti, continua a fare di Pineto una delle località balneari di riferimento della costa abruzzese.

  • I vertici del WWF mondiale in visita all’Oasi delle Gole del Sagittario per conoscere i progetti di tutela ambientale

    I vertici del WWF mondiale in visita all’Oasi delle Gole del Sagittario per conoscere i progetti di tutela ambientale

    ANVERSA DEGLI ABRUZZI – L’Oasi WWF Gole del Sagittario ha ospitato una delegazione internazionale composta dai responsabili nazionali del WWF provenienti da diversi Paesi del mondo. La visita si è svolta nell’ambito dell’incontro dei “Country Director” del WWF internazionale, organizzato a Roma dal 23 al 25 giugno, con una giornata dedicata alla conoscenza delle attività di conservazione promosse dal WWF Italia. La scelta è ricaduta sull’area protetta di Anversa degli Abruzzi, considerata uno dei luoghi simbolo dell’impegno dell’associazione nella tutela della biodiversità e nella gestione sostenibile del territorio. Ad accompagnare la delegazione è stato Marco Galaverni, direttore Oasi, Educazione e Attivazione del WWF Italia. Ad accogliere gli ospiti la sindaca di Anversa degli Abruzzi, Aurora Tarulli, insieme ai rappresentanti del WWF Abruzzo, tra cui la delegata regionale Filomena Ricci, il coordinatore Andrea Rosario Natale e la direttrice della Riserva e dell’Oasi WWF Gole del Sagittario, Sefora Inzaghi. Nel corso della visita sono stati illustrati i principali progetti di conservazione ambientale e il modello di gestione dell’area protetta. I partecipanti hanno inoltre preso parte a un’esperienza di immersione forestale e incontrato un allevatore del territorio, che ha raccontato le pratiche adottate per favorire la convivenza con la fauna selvatica grazie alle misure di prevenzione sviluppate in collaborazione con la Riserva. «È stata un’importante occasione di confronto e di scambio di esperienze», commenta la direttrice Sefora Inzaghi, che ha espresso soddisfazione per la scelta dell’Oasi delle Gole del Sagittario quale tappa dell’iniziativa internazionale promossa dal WWF.

  • Analisi Asl: nell’aria non c’era niente… e infatti non è rimasto niente

    Analisi Asl: nell’aria non c’era niente… e infatti non è rimasto niente

    Le analisi suppletive dell’aria effettuate dalla Asl nei pressi dell’area interessata dai recenti controlli sono finalmente arrivate a destinazione con un risultato che entrerà di diritto nella categoria delle grandi rivelazioni dell’umanità contemporanea: negativo.

    A comunicarlo è stato il sindaco di Atri, con la soddisfazione tipica di chi annuncia che, dopo lunghe indagini, non è stato scoperto alcun colpevole. In questo caso, neanche il delitto.

    Secondo i dati ufficiali, nell’aria non sarebbe stato rilevato nulla di significativo. Un dettaglio che, a ben vedere, potrebbe anche tranquillizzare: è difficile preoccuparsi di ciò che, tecnicamente, non risulta esistere più.

    Ma la cittadinanza, si sa, ha un talento particolare nel trasformare i referti sanitari in materiale comico. Tra i commenti circolati nelle ultime ore spicca quello già destinato a diventare virale nei bar: “È normale che non hanno trovato nulla, è già stato tutto respirato”. Una sintesi perfetta della moderna epidemiologia da social, dove il dato scientifico incontra la memoria collettiva dei polmoni e ne esce con qualche dubbio esistenziale.

    Il Comune, dal canto suo, prende atto dell’esito e invita alla calma, mentre il resto della popolazione si divide tra chi si sente rassicurato e chi si chiede se, a questo punto, le analisi vadano fatte prima o dopo il passaggio dell’aria.

    Resta il fatto che il referto “tutto nella norma” continua a essere una delle formule più potenti del nostro tempo: rassicura, non impegna e soprattutto riesce sempre a generare almeno un’ora di dibattito pubblico altamente qualificato. Piccola domanda: ma si potrebbe sapere qualche cosa sui sopralluoghi fatti prima dell’abbattimento? Sono state rispettate tutte le procedure? O sono segreti di Stato? Anzi di Comune.

  • Altro che picnic: in pineta ormai manca solo il cameriere

    Altro che picnic: in pineta ormai manca solo il cameriere

    Con l’estate torna puntuale uno degli appuntamenti più attesi della stagione: il turismo “mordi e fuggi”. Anzi, sarebbe più corretto chiamarlo “mangia e resta”, visto che nei fine settimana la pineta si trasforma in una succursale di un villaggio vacanze fai-da-te.

    Che la pineta venga presa d’assalto non è una novità. La sorpresa arriva quando si aprono i bauli delle auto: tavoli, sedie, frigoriferi portatili, pentole, stoviglie e menù completi. C’è chi monta l’amaca tra due pini per la pennichella digestiva, chi accende il fornellino da campeggio perché il caffè dopo pranzo è sacro e chi, non contento, improvvisa perfino il riscaldamento delle pietanze con tanto di fuoco, come se si trovasse nel giardino di casa.

    Il problema è che, finito il picnic, la natura presenta il conto. I cestini strabordano di rifiuti, i sacchi restano ai loro piedi, carte e plastica fanno compagnia agli aghi di pino e nell’aria, insieme alla brezza marina, si diffonde anche qualche aroma decisamente meno vacanziero. Per chi deve ripulire tutto il lunedì mattina, più che una giornata di lavoro è una caccia al tesoro… dell’inciviltà.

    E poi c’è il capitolo sicurezza. Finora è andata bene, ma basta una scintilla sfuggita a un fornello o a un fuoco improvvisato per trasformare un pranzo domenicale in un’emergenza ambientale. E il prezzo, in quel caso, lo pagherebbe tutta la città.

    Forse è arrivato il momento di regolamentare questi bivacchi con maggiore decisione. I numeri raccontano che un tempo il turismo rappresentava il 90% dell’economia locale; oggi il peso è sceso all’80%. Un segnale che dovrebbe far riflettere: riempire una pineta di tavolate non significa fare turismo. La sfida è riportare al centro la qualità dell’accoglienza, prima che la cartolina della città venga sostituita da quella di un gigantesco pranzo al sacco.

     

  • Goletta Verde, allarme foci in Abruzzo: oltre un campione su tre fuori dai limiti

    Goletta Verde, allarme foci in Abruzzo: oltre un campione su tre fuori dai limiti

    Più di un campione su tre analizzato lungo la costa abruzzese è risultato oltre i limiti di legge. È quanto emerge dal monitoraggio effettuato da Goletta Verde di Legambiente, che l’8 giugno ha prelevato otto campioni tra mare e foci dei fiumi. Il 63% dei punti esaminati è risultato entro i parametri previsti, mentre il 37% ha evidenziato livelli di contaminazione superiori ai limiti: due siti sono stati classificati come “fortemente inquinati” e uno come “inquinato”.

    Le criticità si concentrano esclusivamente in provincia di Chieti. Oltre i limiti la foce del fiume Alento, a Francavilla al Mare, mentre risultano fortemente inquinate la foce del Feltrino, a Marina di San Vito, e quella del torrente La Foce, a Rocca San Giovanni. Tutti nella norma, invece, i campioni prelevati nelle province di Teramo e Pescara, comprese le foci del Vibrata, del Tordino e del Vomano, oltre ai due punti a mare di Montesilvano e Pescara.

    Secondo Legambiente, le foci dei fiumi continuano a rappresentare il punto debole del sistema di depurazione regionale. «La situazione nella provincia di Chieti è ormai cronica e rappresenta un problema sia ambientale sia sanitario», afferma la direttrice di Legambiente Abruzzo, Donatella Pavone, che denuncia anche la scarsa presenza di cartelli informativi per i bagnanti in prossimità delle aree interessate.

    L’associazione evidenzia inoltre alcune discrepanze tra i dati raccolti dai propri volontari e quelli pubblicati sul Portale delle Acque del Ministero della Salute, dove molte foci non risultano monitorate e il tratto di mare di Pescara presenta un divieto temporaneo di balneazione, nonostante il campione di Goletta Verde sia risultato conforme.

    Per Legambiente è necessario accelerare gli interventi sugli impianti di depurazione per evitare nuove procedure d’infrazione europee e garantire una maggiore tutela dell’Adriatico. Una nota positiva arriva invece dalla recente sentenza del Tar Abruzzo che impone al Ministero dell’Ambiente di concludere entro 90 giorni il procedimento per l’istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina, atteso da oltre vent’anni e considerato un tassello fondamentale per la tutela e lo sviluppo sostenibile della costa abruzzese.

  • Amianto nel cantiere della Mambelli, Sinistra Italiana incalza il sindaco: “Serve chiarezza”

    Amianto nel cantiere della Mambelli, Sinistra Italiana incalza il sindaco: “Serve chiarezza”

    Ad Atri torna al centro del dibattito politico la vicenda dell’amianto rinvenuto nel cantiere della scuola Mambelli. Sinistra Italiana chiede al sindaco di chiarire pubblicamente quelle che definisce “evidenti contraddizioni” nella comunicazione dell’amministrazione comunale. Il riferimento è alla nota del 17 giugno, con cui il Comune annunciava la regolare ripresa dei lavori, mentre successivamente è emerso che il nulla osta rilasciato dalla Asl avrebbe riguardato esclusivamente le operazioni di rimozione e smaltimento dell’amianto e non la ripresa della demolizione ordinaria. Secondo Sinistra Italiana, le due versioni non coincidono e su un tema così delicato, che coinvolge una scuola, la salute pubblica e la sicurezza dei lavoratori, non possono esserci comunicazioni ambigue. Il partito parla di una questione politica e amministrativa che rischia di compromettere la credibilità dell’ente. Per questo chiede la pubblicazione di tutta la documentazione relativa al cantiere: nulla osta della Asl, verbali, prescrizioni, piano di bonifica, analisi Arta e comunicazioni tra i soggetti coinvolti. Dubbi vengono espressi anche sulla gestione dei fondi PNRR e sull’eventuale proroga dei termini. Sinistra Italiana invita il sindaco a rendere noti gli atti che dimostrerebbero la richiesta formale e l’autorizzazione per eventuali slittamenti delle scadenze. “Una proroga – sostiene il partito – non si annuncia, ma si dimostra con documenti ufficiali”. Infine viene chiesto al Comune di chiarire se il ritrovamento dell’amianto comporterà ritardi, maggiori costi o ripercussioni sul finanziamento dell’opera, ribadendo il diritto dei cittadini a ricevere informazioni complete e trasparenti.

  • Atri, scuola Mambelli: scoperto l’amianto, rassicurazioni a tempo indeterminato e aggiornamenti ogni due settimane… giusto per non farci mancare l’effetto sorpresa

    Atri, scuola Mambelli: scoperto l’amianto, rassicurazioni a tempo indeterminato e aggiornamenti ogni due settimane… giusto per non farci mancare l’effetto sorpresa

    ATRI – Ad Atri quando si dice “tutto sotto controllo” ormai non si parla più di una rassicurazione: è praticamente una categoria amministrativa a sé. Il sindaco informa la cittadinanza, con la calma di chi aggiorna il meteo, sugli sviluppi del cantiere della scuola Mambelli, dove il 12 giugno si scopre la presenza di materiale contenente amianto. Ma niente panico, il sindaco rassicura: “Tutto apposto domani i lavori riprenderanno, la Asl ha dato già il nulla osta”. Poi, 15 giorni dopo, si scopre che il 15 giugno l’ASL chiede integrazioni. Nel frattempo si stabilisce che la ripresa dei lavori dipenderà da campionamenti dell’aria. Il 23 giugno arrivano i risultati del primo controllo: negativo. Il 24 giugno però l’ASL decide che un altro controllo non guasta mai, perché la fiducia è buona, ma la prudenza è meglio. Il 25 giugno, e cioè tre giorni fa, si campiona ancora l’aria, che ormai nel cantiere Mambelli è diventata il soggetto più analizzato dell’intero progetto. E tutto questo mentre associazioni (Italia Nostra- sezione di Atri, Comitato Difesa Ambiente, Voci del Territorio), partiti e residenti chiedevano sacrosante spiegazioni. Il 29 giugno arriveranno i nuovi esiti, che tutti speriamo siano negativi, anche perché nel giorno della ripresa dei lavori nel polo scolastico, posto di fronte all’area, erano in corso gli esami di maturità e finestre aperte.

    Nel frattempo si chiede anche la proroga PNRR, così anche il calendario europeo si adegua con pazienza al ritmo locale. Fanno un po’ sorridere le rassicurazioni del sindaco che oggi assicura che “L’Amministrazione comunale continuerà a seguire con la massima attenzione ogni fase della procedura, garantendo la piena tutela della salute pubblica, la sicurezza dei lavoratori e la massima trasparenza nei confronti dei cittadini”. E che sarà sua cura “informare tempestivamente la comunità sugli esiti delle verifiche e sui successivi sviluppi delle attività di cantiere”. Della serie: è tutta colpa del giornalista pensionato.

  • Si conclude “ERMES 2026”: 300 studenti alla scoperta della natura e delle tradizioni della Val Fino

    Si conclude “ERMES 2026”: 300 studenti alla scoperta della natura e delle tradizioni della Val Fino

    ARSITA – Si è concluso il progetto “ERMES 2026”, promosso dal Cai Arsita in collaborazione con l’Istituto Comprensivo della Val Fino, che ha coinvolto circa 300 studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di Bisenti, Arsita, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Villa Bozza e Villa San Romualdo.

    Per quattro mesi gli alunni hanno preso parte a lezioni in aula, escursioni alle sorgenti del fiume Fino e al Mulino di Francesco, laboratori lungo il fiume a Bisenti e attività di arrampicata nella palestra del Cai. Il progetto ha puntato a sensibilizzare i più giovani al rispetto dell’ambiente attraverso l’escursionismo scolastico, promuovendo al tempo stesso la conoscenza del territorio, delle tradizioni locali e dei prodotti tipici.

    I ragazzi hanno anche riscoperto antichi mestieri, seguendo il percorso dal grano alla produzione del pane, cotto poi nel forno di Arsita. Spazio anche al tema della sicurezza, con incontri dedicati al soccorso alpino e alle unità cinofile.

    Il Cai Arsita ha ringraziato il direttivo, i volontari, il dirigente scolastico Giuliano Perilli, gli insegnanti, il personale scolastico, gli studenti e le loro famiglie per la collaborazione. “ERMES 2026” è stato definito uno dei progetti più rilevanti a livello nazionale sia per il numero dei partecipanti sia per i contenuti proposti, raccogliendo riscontri molto positivi.