Notizie di Categoria: Buon senso

  • ​Scerne, teatro pronto ma senza poltrone

    ​Scerne, teatro pronto ma senza poltrone

    ​È passato quasi un anno dai lavori per la sala teatro da cento posti a sedere nell’ex casa parrocchiale di Scerne di Pineto. Gli interventi si sono conclusi in modo impeccabile, ma c’è un problema che ne impedisce il pieno utilizzo: mancano ancora le poltroncine e l’impianto audio.

    ​L’apertura ufficiale è molto attesa dai cittadini della frazione, desiderosi di poter finalmente usufruire della struttura. L’opera era stata finanziata dalla Regione, allora presieduta da Luciano D’Alfonso, con l’interessamento fattivo di Luciano Monticelli, all’epoca consigliere regionale con delega alla Cultura. Il finanziamento ottenuto fu di 500.000 euro, a cui si era aggiunto un secondo contributo proveniente dai fondi PINQUA, poi andati persi. L’assessore alla Cultura, Jessica Martella, tempo fa aveva annunciato che per il completamento della sala e per l’agibilità si sarebbero utilizzati fondi comunali.

    ​Paolo “Giampol” Di Marzio, tra i fondatori del comitato “Amici della Musica”, precisa: «Abbiamo in cantiere l’organizzazione di concerti da tenersi nella sala teatro nei primi mesi del prossimo anno, con musicisti locali, regionali e nazionali». La proposta sarà presentata al consigliere con delega agli Eventi, Pierpaolo Cantoro, nel quale viene riposta la fiducia per sbrogliare questa matassa.

  • La signora pulisce e il web applaude. Ma alla fine spunta sempre la TARI

    La signora pulisce e il web applaude. Ma alla fine spunta sempre la TARI

    C’è chi pulisce davanti casa e chi, senza volerlo, finisce per sollevare una questione politica. È successo a una signora che, con una semplice azione di pulizia, ha conquistato il web: circa 4 mila visualizzazioni, altrettanti like e ben 800 commenti. Numeri da influencer, insomma, ottenuti però senza filtri, sponsorizzazioni o strategie social. Solo con una scopa e un po’ di buona volontà. Un gesto semplice, ma che ha riacceso una vecchia domanda: se i cittadini pagano la TARI, perché devono anche occuparsi di pulire? La discussione si è rapidamente allargata. «Queste domande se le pongono molti cittadini», osserva Marina De Ascentiis. «Comunque noi continuiamo a fare la nostra parte, magari qualcosa di buono ne verrà fuori».

    Ed è proprio qui che entra in scena la TARI, presenza ormai quasi inevitabile in ogni discussione sulla pulizia del territorio. Il consigliere Filippo Da Fiume non nasconde la sua posizione: «Sarei molto felice di potervi spiegare dove finiscono i soldi della TARI e anche gli altri». Più prudente Audrey Serafini: «Preferisco non approfondire, perché mi farei il sangue amaro e non potrei in alcun modo adoperarmi per cambiare le cose». Poi arriva l’esperienza quotidiana di Rosi Delj, che aggiunge un altro tassello al dibattito: «Io pulisco spesso davanti casa mia. Il Comune ha piantato degli alberi che perdono continuamente foglie, che vanno a ostruire i tombini, e io pulisco». Insomma, il cittadino virtuoso non si tira indietro. Paga, pulisce e, possibilmente, non si lamenta. Ma proprio questo atteggiamento rischia di trasformare una buona azione in una domanda collettiva sul funzionamento dei servizi. E Serafini mette il dito nella piaga: «Certe cose non le sopporto. Se un cittadino si rivolge alle istituzioni deve essere ascoltato, altrimenti il rapporto di fiducia non ha senso». Alla fine, quella che sembrava soltanto una signora con una scopa è diventata, suo malgrado, il simbolo di una discussione molto più grande. Perché pulire davanti casa è certamente un gesto di civiltà. Ma la domanda resta: quanto deve essere virtuoso un cittadino prima di poter chiedere che anche i servizi funzionino?

  • VALLE CASTELLANA – La “benzina del sindaco” conquista l’Italia: il piccolo Comune teramano diventa un caso nazionale

    VALLE CASTELLANA – La “benzina del sindaco” conquista l’Italia: il piccolo Comune teramano diventa un caso nazionale

    Da piccolo comune dell’entroterra teramano a protagonista delle cronache nazionali. Valle Castellana, poco più di 800 abitanti distribuiti in decine di frazioni, è finita sotto i riflettori per una scelta amministrativa diventata un vero caso: il distributore comunale che vende benzina e gasolio a prezzi decisamente più bassi della media.

    Un’iniziativa nata per evitare la chiusura dell’unico impianto di rifornimento del territorio e garantire un servizio essenziale ai residenti, soprattutto in un’area interna dove anche pochi chilometri in più possono rappresentare un problema.

    Oggi, però, quella che sembrava una scelta pensata esclusivamente per la comunità è diventata una storia capace di attirare l’attenzione di tutta Italia. La cosiddetta “benzina del sindaco” è stata raccontata da La Stampa, Corriere della Sera, ANSA, Adnkronos e da numerose altre testate nazionali.

    Al centro della vicenda c’è Camillo D’Angelo, sindaco di Valle Castellana e presidente della Provincia di Teramo, intervistato in questi giorni da alcuni dei principali quotidiani e media nazionali per spiegare il funzionamento dell’iniziativa.

    Il principio è semplice: il Comune acquista il carburante e lo rivende con un margine ridotto, destinato essenzialmente a coprire i costi di gestione, manutenzione e utenze.

    Il risultato è un prezzo alla pompa che può arrivare a essere anche 25 centesimi al litro più basso rispetto alla media, attirando automobilisti anche dai territori vicini.

    Così Valle Castellana, piccolo centro di montagna spesso alle prese con spopolamento e carenza di servizi, si ritrova improvvisamente al centro dell’attenzione nazionale.

    Una notorietà probabilmente inattesa anche per D’Angelo, che in queste ore si è trovato a raccontare davanti alle telecamere e ai giornalisti di tutta Italia una scelta nata, innanzitutto, dalla necessità di non perdere un servizio fondamentale.

    La vicenda ha acceso anche il dibattito sul ruolo dei Comuni nelle aree interne e sulla possibilità di intervenire direttamente per mantenere servizi che il mercato, da solo, rischia di non rendere più sostenibili.

    E così, mentre in gran parte d’Italia il caro carburanti pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie, a Valle Castellana accade qualcosa di decisamente insolito: è il Comune a fare il benzinaio.

    Una piccola realtà del Teramano è riuscita così a trasformare una necessità locale in un modello discusso e osservato a livello nazionale.

    Valle Castellana oggi non è più soltanto un piccolo paese dell’Appennino: è il Comune della “benzina del sindaco”, la storia che ha portato il nome di questo angolo d’Abruzzo sulle pagine dei più importanti giornali italiani e davanti alle telecamere delle reti nazionali.

  • Giochi senza bambini e bambini senza giochi: la proposta (ironica ma non troppo) per risparmiare

    Giochi senza bambini e bambini senza giochi: la proposta (ironica ma non troppo) per risparmiare

    ATRI – Visto che il bilancio del comune di Atri non naviga in acque tranquille, forse è arrivato il momento di riscoprire una vecchia virtù: il buon senso. Per questo lanciamo una proposta volutamente ironica, ma nemmeno troppo. Perché lasciare inutilizzati i giochi del parco di contrada Crocefisso? Da tempo, infatti, in quella zona i bambini sono davvero pochi e le giostrine trascorrono le giornate in perfetta solitudine. Scivoli, altalene e dondoli sembrano attendere invano qualche piccolo visitatore. Lo dimostrano le nostre fotografie che, per altro, anche in questo spazio descrivono uno spazio costato chissà quanto in quasi abbandono.

    Alla Villa Comunale, invece, la situazione è ben diversa. Lì i bambini ci sono eccome e il parco giochi è spesso preso d’assalto dalle famiglie. E allora perché non smontare le attrezzature di contrada Crocefisso e trasferirle dove servono davvero? Sarebbe un intervento a costo decisamente più contenuto rispetto all’acquisto di nuovi giochi. In un momento in cui il Comune deve fare i conti con una situazione debitoria particolarmente delicata, ogni euro risparmiato dovrebbe essere considerato una piccola vittoria. Meglio valorizzare ciò che già si possiede piuttosto che lasciare strutture inutilizzate a deteriorarsi sotto il sole e la pioggia. Del resto, anche i giochi hanno diritto a una seconda vita. Chissà che questa provocazione non possa trasformarsi in una soluzione concreta. Perché, a volte, le idee migliori nascono proprio osservando ciò che tutti vedono, ma che nessuno decide di affrontare. Ma forse in Comune sono occupati più a studiare altre strisce blu per sanare debiti milionari.