Notizie di Categoria: Cronaca amministrativa

  • Silvi, scongiurati i doppi turni: gli alunni ospitati al Centro UP

    Silvi, scongiurati i doppi turni: gli alunni ospitati al Centro UP

    A Silvi l’Amministrazione comunale ha individuato una soluzione per evitare i doppi turni agli alunni di Silvi Paese che frequenteranno la scuola primaria. Le lezioni inizieranno regolarmente il 10 settembre presso il Centro di Formazione Consorzio UP di Piane Maglierici.
    Gli operai comunali sono già al lavoro per allestire cinque aule, tutte perfettamente agibili e dotate delle necessarie attrezzature didattiche. La soluzione sarà temporanea, in attesa dell’installazione dei moduli prefabbricati della Protezione Civile, i cosiddetti “Jolly”. I moduli saranno destinati ad accogliere temporaneamente le aule scolastiche e dovrebbero essere pronti e collaudati entro circa cinque o sei mesi. La situazione della Scuola chiusa aveva generato preoccupazione tra le famiglie. Il rischio principale, infatti, era quello di dover organizzare le lezioni su doppi turni per gli alunni. L’amministrazione ha evidenziato la positiva collaborazione tra Amministrazione comunale, dirigente scolastica, Centro di Formazione UP e funzionari comunali. Una sinergia che ha permesso di individuare rapidamente una soluzione e consentire il regolare avvio delle lezioni.
    Ora la Protezione Civile dovrà completare l’allestimento della soluzione temporanea. L’obiettivo è garantire agli studenti ambienti adeguati e condizioni organizzative tali da assicurare la continuità delle attività didattiche. Il Comune intende così accompagnare la comunità scolastica fino alla disponibilità dei moduli prefabbricati. Parallelamente, è stata confermata la riapertura regolare delle scuole dell’Infanzia Girotondo e Girotondino. Le due strutture accoglieranno nuovamente i bambini a partire dal 16 settembre. L’Amministrazione ribadisce infine l’impegno a garantire un avvio dell’anno scolastico il più possibile regolare per studenti e famiglie.

     

    Trasporto di arredi scolastici al centro Up di Piane Maglierici
  • Giudice di Pace, la maggioranza replica all’opposizione: “Chiediamo un Consiglio comunale straordinario”

    Giudice di Pace, la maggioranza replica all’opposizione: “Chiediamo un Consiglio comunale straordinario”

    Le dichiarazioni del gruppo di opposizione Prospettiva Atri sulla gestione dell’Ufficio del Giudice di Pace rischiano di offrire una ricostruzione parziale della vicenda. L’Amministrazione comunale sottolinea di aver affrontato le criticità emerse con serietà, responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale. A seguito dell’ispezione ministeriale, l’Amministrazione ha preso atto delle problematiche riscontrate e si è immediatamente attivata per porvi rimedio. Da mesi sono in corso interventi finalizzati a sanare le inadempienze, ottimizzare la gestione e garantire il pieno funzionamento dell’Ufficio. Il lavoro, secondo quanto riferito, è ormai in fase di conclusione e punta a superare definitivamente le criticità evidenziate. Per fare chiarezza, i gruppi consiliari di maggioranza e le forze politiche che sostengono l’Amministrazione chiedono ora la convocazione di un Consiglio comunale straordinario.
    La seduta sarà interamente dedicata alla situazione dell’Ufficio del Giudice di Pace. L’obiettivo è riportare il confronto sul piano degli atti e dei fatti, mettendo a disposizione del Consiglio tutta la documentazione necessaria. Saranno illustrati gli esiti dell’ispezione ministeriale e le iniziative adottate dall’Amministrazione negli ultimi mesi. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla distinzione tra competenze e responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.
    La maggioranza ribadisce che una questione così importante debba essere affrontata nelle sedi istituzionali, evitando ricostruzioni parziali e strumentalizzazioni politiche. Viene inoltre respinto ogni tentativo di attribuire al Comune responsabilità ritenute estranee alle proprie competenze. Di fronte alle problematiche emerse, sostiene l’Amministrazione, sono state messe in campo tutte le azioni necessarie per garantire la continuità del servizio. La maggioranza sceglie dunque la strada del confronto istituzionale, mettendo al centro documenti, responsabilità e soluzioni concrete. L’obiettivo finale resta garantire il pieno funzionamento dell’Ufficio del Giudice di Pace, considerato un importante presidio di giustizia per la comunità di Atri.

  • Atri, disavanzo da 12,6 milioni: “Serve una verifica indipendente”

    Atri, disavanzo da 12,6 milioni: “Serve una verifica indipendente”

    L’articolo 97 della Costituzione stabilisce che le pubbliche amministrazioni devono assicurare l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico. Un principio che, secondo Sinistra Italiana deve valere sempre e soprattutto quando sono in gioco le risorse dei cittadini.
    Al centro della discussione ad Atri ci sono i 12.600.000 euro di disavanzo, la cui origine viene ritenuta ancora da chiarire. L’obiettivo dichiarato non è individuare preventivamente colpevoli o capri espiatori, ma ricostruire con rigore come si sia arrivati all’attuale situazione.
    Bilanci, gestione delle risorse pubbliche, Giudice di Pace ed eventuali responsabilità, sostengono i promotori, devono essere sottoposti allo stesso livello di verifica.
    La richiesta che fa Sinistra Italiana di Atri è quindi quella di una verifica indipendente sulla genesi del disavanzo. Una necessità resa ancora più urgente dalle diverse spiegazioni fornite nel corso del tempo. In una prima fase, infatti, si sarebbe parlato di debiti piuttosto che di un vero e proprio disavanzo.
    Successivamente, l’attenzione sarebbe stata rivolta ai cittadini morosi. Più recentemente, invece, sarebbero state chiamate in causa amministrazioni comunali di circa vent’anni fa. Secondo i promotori, è proprio questa successione di versioni a rendere necessaria una ricostruzione documentale dei fatti. Se il disavanzo dipende dalla morosità, viene chiesto di dimostrarlo attraverso dati e documenti. Se deriva dai debiti, occorre indicare quali siano e da dove provengano. E se le responsabilità riguardano amministrazioni del passato, dovrebbero essere individuati atti, date e decisioni precise. L’obiettivo principale, sottolineano, resta comunque la sostenibilità futura del bilancio comunale.
    Per finanziare la verifica indipendente, viene rilanciata anche la disponibilità a organizzare una raccolta fondi tra i cittadini. L’appello è rivolto alle forze politiche di opposizione, alle associazioni, ai movimenti e a tutti i cittadini interessati. Al sindaco viene chiesto di esprimere pubblicamente il proprio assenso e di consentire un controllo indipendente. “Un’Amministrazione che non ha nulla da nascondere non dovrebbe avere paura di un controllo”, sostengono i promotori. Perché, concludono, quei 12.600.000 euro appartengono alla comunità e ai cittadini spettano risposte chiare, documentate e definitive.

  • West Nile, Pineto al centro del dibattito: «Nessuna emergenza, ma ora un’ordinanza severa»

    West Nile, Pineto al centro del dibattito: «Nessuna emergenza, ma ora un’ordinanza severa»

    Sta facendo discutere l’ordinanza emessa dal sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta, in merito alla presenza del West Nile Virus sul territorio comunale. Il provvedimento è stato apertamente contestato da Pietro Guarriello della Miskatonic University, che, pur riconoscendo la condivisibilità della preoccupazione di fondo, pone l’accento sulla proporzionalità, sulla trasparenza e sulle modalità operative dell’ordinanza. Guarriello individua alcuni aspetti che, a suo giudizio, meritano un’attenta riflessione. «La Asl di Teramo ha segnalato la positività al WNV Lineage 2 in due pool di zanzare Culex pipiens sul territorio pinetese – osserva – ma lo stesso Comune e la Asl avevano dichiarato che non vi era alcuna emergenza sanitaria e che la positività dei vettori non richiedeva l’adozione di ordinanze contingibili e urgenti, né trattamenti adulticidi straordinari».

    Da qui la domanda posta da Guarriello: «Cosa è cambiato nel frattempo sul piano epidemiologico, tale da giustificare il passaggio da una situazione definita di “nessuna emergenza” a un’ordinanza che prevede sanzioni fino a 500 euro e, in determinati casi, anche conseguenze penali?». Guarriello riconosce comunque alcuni aspetti del provvedimento che considera condivisibili, in particolare gli interventi diretti su tombini, pozzetti, ristagni d’acqua, sottovasi e focolai critici, oltre ai sopralluoghi nelle aree maggiormente interessate. «Su questi interventi – sottolinea – c’è la piena partecipazione». Le perplessità riguardano invece la possibilità prevista dall’ordinanza di ricorrere a trattamenti adulticidi straordinari in occasione di eventi serali particolarmente affollati.

    «Qui – ribadisce Guarriello – bisogna vigilare, perché l’adulticida agisce attraverso la nebulizzazione ambientale ad ampio raggio, colpendo indiscriminatamente animali domestici, insetti utili e altri organismi. Spero che ogni trattamento sia preceduto da un pubblico avviso con almeno 48 ore di anticipo, che venga limitato al perimetro strettamente necessario e che sia eseguito nelle fasce orarie di minore presenza». L’ordinanza detta inoltre precise linee guida sulle modalità di intervento, compreso l’utilizzo di nebulizzatori professionali nei locali chiusi. Anche su questo punto Guarriello solleva alcune perplessità: «Le linee guida raccomandano di far arieggiare gli ambienti per evitare che gli insetticidi vi permangano. Tutto ciò potrebbe contribuire a creare un clima di paura e, soprattutto, favorire comportamenti di “fai da te”, che rappresenterebbero la situazione peggiore».

    A ribattere alle osservazioni di Guarriello è il funzionario del Ministero della Giustizia, Clelia Delle Curti, che difende invece la scelta di adottare un provvedimento particolarmente rigoroso. «La scelta di esercitare tali poteri con severità – sostiene Delle Curti – evidenzia una presa in carico della situazione, presumibilmente supportata da elementi tecnici riservati. Tuttavia, un danno ancor più grave sarebbe quello che si verificherebbe se la salute di qualcuno venisse compromessa da omissioni o atteggiamenti dilatori». Il confronto, dunque, resta aperto e mette sul tavolo due esigenze: da una parte la necessità di adottare tutte le misure utili a prevenire i rischi legati al West Nile Virus, dall’altra quella di garantire proporzionalità, trasparenza e corretta informazione sulle modalità degli interventi.

  • Differenziata al 77% ma la TARI sale del 30%: l’opposizione affonda il colpo sulla giunta

    Differenziata al 77% ma la TARI sale del 30%: l’opposizione affonda il colpo sulla giunta

    Insorgono le opposizioni sul fronte della gestione dei rifiuti e delle tariffe comunali. Il consigliere Pallini contesta duramente la narrazione fornita dall’esecutivo, mettendo in luce un evidente paradosso: se la raccolta differenziata ha raggiunto un virtuoso 77%, per quale motivo i cittadini si sono ritrovati a sostenere rincari TARI che sfiorano il 30% nell’arco di soli due anni?

    Secondo il rappresentante della minoranza, era questa la risposta attesa dall’assessore competente. «Perché un cittadino che differenzia in modo corretto, rispetta le regole e contribuisce al raggiungimento di percentuali così importanti, vede comunque aumentare la propria bolletta?», si chiede Pallini, sottolineando come l’amministrazione rischi di raccontare solo una verità parziale: da un lato si chiede alla comunità maggiore responsabilità, dall’altro la si punisce con continui aumenti.

    «Dove sarebbe il vantaggio economico?», prosegue l’esponente dell’opposizione. «Si parla di tariffe personalizzate e su questo potremmo anche essere d’accordo, ma il sistema deve essere realmente equo. Non ci si può limitare a chiedere sacrifici senza chiarire quali benefici concreti ne deriveranno. Quel 77% non può rimanere solo un numero da esibire nei comunicati».

    Per la minoranza la cittadinanza ha già fatto ampiamente la propria parte e ora spetta all’Amministrazione dimostrare che la differenziata produce un reale risparmio. «Nessuna intenzione di fare polemica sterile — conclude Pallini — ma chiediamo trasparenza, equità e coerenza. Se si vogliono premiare davvero i cittadini servono i fatti: l’amministrazione metta nero su bianco quanto costa oggi il servizio, quanto costava prima, quali sono i ricavi dal recupero dei materiali e quali i costi effettivi di smaltimento. Solo così i contribuenti potranno capire il vero valore di quel 77%».

  • Pineto, raccolta differenziata al 77%: nel 2027 nuove iniziative e tariffazione puntuale

    Pineto, raccolta differenziata al 77%: nel 2027 nuove iniziative e tariffazione puntuale

    È stato predisposto il nuovo calendario per la raccolta differenziata relativo al 2027. Un percorso che vede Pineto confermare il proprio impegno sul fronte della sostenibilità ambientale, con una percentuale di raccolta differenziata che nel maggio 2026 ha raggiunto il 77%.

    Un risultato significativo, che conferma l’impegno dell’intera comunità pinetese e il lavoro portato avanti dall’Amministrazione comunale insieme agli operatori del servizio.

    Nel prossimo anno l’obiettivo sarà quello di incrementare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata, affiancando al servizio nuove iniziative già avviate. Tra queste figurano gli eco-compattatori per la raccolta della plastica e il percorso verso l’introduzione della tariffazione puntuale, che partirà a breve a Mutignano.

    Il nuovo sistema punta a rendere la tariffazione più equa, premiando i comportamenti virtuosi e favorendo una maggiore collaborazione da parte dei cittadini.

    Soddisfatto l’assessore Giuseppe Cantoro: «Il 77% raggiunto è un risultato importante e rappresenta la dimostrazione concreta del senso civico dei nostri cittadini. Ma non vogliamo certo fermarci qui. La sfida, ora, sarà quella di far crescere ulteriormente questo numero, perché differenziare significa favorire il recupero dei materiali, ridurre gli sprechi e contribuire a migliorare i servizi».

    La novità, fanno sapere da Palazzo di Città, riguarda proprio il lavoro in corso per introdurre la tariffazione puntuale e mettere a disposizione strumenti capaci di incentivare ulteriormente i comportamenti corretti.

    I cittadini potranno inoltre ottenere buoni attraverso il corretto conferimento della plastica negli eco-compattatori e utilizzarli negli esercizi commerciali aderenti, il cui elenco sarà comunicato nelle prossime settimane.

    «Ci stiamo dando da fare per costruire un sistema più sostenibile ed equo, nel quale chi contribuisce correttamente possa essere valorizzato», conclude l’Amministrazione.

  • Dal Giudice di Pace al disavanzo: Sinistra Italiana accusa l’amministrazione di «doppia morale»

    Dal Giudice di Pace al disavanzo: Sinistra Italiana accusa l’amministrazione di «doppia morale»

    Sinistra Italiana Atri chiede al sindaco di fare chiarezza su quanto emerso dall’ispezione del Ministero della Giustizia presso l’Ufficio del Giudice di Pace. La deliberazione di Giunta n. 165 del 7 agosto parla infatti di «rilevanti criticità concernenti l’organizzazione e la gestione» dell’ufficio. La stessa amministrazione ha deciso di affidare un incarico legale per valutare possibili profili di responsabilità e tutelare l’Ente. Da qui la richiesta dell’opposizione: quali sono, concretamente, le criticità rilevate dagli ispettori? Sinistra Italiana sottolinea inoltre che, se l’ispezione di Atri è quella ordinaria prevista dal programma annuale, non equivale automaticamente a un’indagine per specifiche irregolarità. Saranno dunque gli atti ispettivi a chiarire natura dei problemi, responsabilità e possibili conseguenze.
    Al centro c’è anche il futuro dell’Ufficio del Giudice di Pace, presidio considerato fondamentale per la giustizia di prossimità. La domanda è se esistano rischi per personale, funzionalità, competenze o permanenza stessa della sede. Secondo Sinistra Italiana, prima dei colpevoli devono venire i fatti e le responsabilità devono essere valutate sulla base degli atti.

    Nel comunicato viene poi sollevata una questione più generale, quella di una presunta «doppia morale» nella gestione delle vicende amministrative. Il riferimento è alla diversa attenzione che, secondo il partito, verrebbe riservata alle persone vicine o lontane politicamente dall’amministrazione. La stessa trasparenza, sostiene Sinistra Italiana, dovrebbe essere applicata anche alla situazione finanziaria del Comune. Il partito ricorda il disavanzo accertato di quasi 13 milioni di euro e propone un audit indipendente sui conti dell’Ente. L’obiettivo sarebbe ricostruire cause del disavanzo, decisioni che lo hanno determinato, responsabilità e prospettive future per il bilancio comunale. Sinistra Italiana si dice inoltre disponibile a organizzare una raccolta fondi per finanziare lo studio, evitando ulteriori costi per il Comune. Nel finale, il partito evidenzia anche il diverso rilievo politico assunto dalla vicenda finanziaria di Campli rispetto a quella di Atri. Secondo Sinistra Italiana, l’isolamento politico della città rappresenterebbe un ulteriore elemento di preoccupazione sul quale aprire una riflessione.

  • Tortoreto, ritirato il project financing per piazza e parcheggio: il Pd attacca

    Tortoreto, ritirato il project financing per piazza e parcheggio: il Pd attacca

    TORTORETO – È stato definitivamente ritirato in Consiglio comunale, il 23 luglio, il project financing promosso dall’Amministrazione Piccioni per la riqualificazione della piazza davanti alla Chiesa SS. Maria Assunta e del parcheggio di via Teramo. Il progetto prevedeva l’affidamento a un privato della gestione della sosta a pagamento per 23 anni, con l’obiettivo di finanziare le opere. Il Partito Democratico precisa di non aver mai contestato la necessità di riqualificare la piazza, considerata anzi una delle priorità per Tortoreto.
    Al centro delle critiche c’era invece il costo che l’operazione avrebbe comportato per cittadini e Comune. Secondo il Piano economico-finanziario, nei 23 anni di concessione erano stimati 7,6 milioni di euro di maggiori costi per gli utenti e 2,9 milioni di minori entrate comunali. Un impatto complessivo superiore ai 10 milioni di euro, accompagnato dall’aumento di circa 500 stalli blu.
    Contro il progetto si è sviluppata una mobilitazione che ha coinvolto Pd, Comitato Civico Tortoreto Attivo, Associazione Amici di Tortoreto e numerosi cittadini. Assemblee, iniziative pubbliche, comunicati e una petizione con oltre mille firme hanno contribuito ad alimentare il confronto. Il project financing è stato infine ritirato, ma il sindaco non avrebbe fornito, secondo il Pd, una spiegazione concreta sulle ragioni del cambio di rotta. Il riferimento a una «lunga riflessione» lascia aperta, per i dem, una domanda sul perché il progetto fosse stato riproposto pochi giorni prima in Consiglio per l’approvazione. Per il Partito Democratico il ritiro rappresenta comunque una buona notizia per Tortoreto. Restano però, secondo l’opposizione, le responsabilità politiche di chi ha promosso, approvato e difeso il progetto. E resta da capire quale sarà ora la soluzione per riqualificare la piazza e intervenire sul parcheggio di via Teramo.

  • Riaperti i termini per segnalare i danni provocati dalla violenta grandinata

    Riaperti i termini per segnalare i danni provocati dalla violenta grandinata

    PINETO – Sono stati riaperti i termini per presentare le segnalazioni relative ai danni subiti durante la violenta grandinata del 21 luglio. La possibilità è rivolta sia ai cittadini sia alle attività economiche e produttive. Il nuovo termine, fanno sapere dal Comune, è fissato al 13 agosto, così da consentire una ricognizione il più possibile completa e puntuale dei danni e raccogliere tutti gli elementi necessari a supporto della richiesta di dichiarazione dello Stato di Calamità alla Regione.

    Devono presentare istanza i cittadini residenti che abbiano subito danni a beni immobili o mobili e i titolari di attività economiche. Le segnalazioni possono essere presentate anche dai non residenti, qualora il danno subito si sia verificato sul territorio comunale.

    Le istanze dovranno essere corredate da una breve descrizione dei danni, con la relativa quantificazione degli importi, dalla documentazione fotografica e dall’eventuale documentazione contabile disponibile. Il tutto dovrà essere inviato tramite PEC all’indirizzo protocollo@pec.comune.pineto.te.it oppure consegnato a mano all’Ufficio Protocollo.

    Per le attività economiche e le aziende agricole, la documentazione dovrà essere trasmessa al Comune. Le aziende agricole dovranno inoltre presentare l’apposita richiesta al Servizio Territoriale per l’Agricoltura, utilizzando la modulistica disponibile sul sito della Regione.

    «La riapertura dei termini – commenta il sindaco Dell’Orletta – nasce dalla necessità di garantire a tutti coloro che hanno subito danni la possibilità di segnalarli correttamente».

  • Scuola, a Silvi cresce l’allarme: “Famiglie ancora senza risposte a poche settimane dal rientro”. Le minoranze chiedono un Consiglio straordinario

    Scuola, a Silvi cresce l’allarme: “Famiglie ancora senza risposte a poche settimane dal rientro”. Le minoranze chiedono un Consiglio straordinario

    Mancano poche settimane alla prima campanella, ma a Silvi regna ancora l’incertezza sul futuro di centinaia di studenti. È l’allarme lanciato dai gruppi consiliari di minoranza, che hanno chiesto la convocazione urgente di un Consiglio comunale straordinario interamente dedicato alla situazione delle scuole cittadine.

    Secondo i consiglieri di opposizione, è “inaccettabile” che le famiglie non conoscano ancora dove e con quali modalità prenderà il via il nuovo anno scolastico. Al centro delle preoccupazioni ci sono gli alunni di Silvi Paese e i bambini delle scuole dell’infanzia “Girotondo” e “Girotondino” di Silvi Marina, i cui edifici sono interessati da lavori.

    Le minoranze chiedono che l’Amministrazione comunale riferisca pubblicamente sullo stato degli interventi e sulle soluzioni individuate per garantire la ripresa delle lezioni. Restano infatti aperti numerosi interrogativi: dove saranno ospitati gli studenti, come verrà assicurata la continuità didattica e quali misure saranno adottate per evitare nuovi disagi a famiglie, personale scolastico e alunni.

    Tra i timori espressi dall’opposizione c’è anche quello di un possibile effetto domino sugli altri plessi scolastici. Se gli studenti dovranno essere redistribuiti, ci si chiede se le scuole attualmente aperte siano realmente in grado di accogliere tutti, disponendo di un numero sufficiente di aule, spazi adeguati e condizioni tali da garantire una didattica efficace.

    Non meno delicata, secondo i consiglieri di minoranza, è la questione del progetto “Scuola Senza Zaino”, modello educativo che richiede ambienti e un’organizzazione specifica. Le scelte che saranno adottate per affrontare l’emergenza logistica, sostengono, potrebbero comprometterne la piena attuazione, rendendo necessario un chiarimento sul futuro del progetto.

    Per questo le opposizioni chiedono che il tema venga affrontato al più presto in aula consiliare, con un confronto pubblico che consenta all’Amministrazione di fornire risposte definitive. “La scuola rappresenta una priorità assoluta per la comunità e non può essere gestita nell’incertezza o con informazioni frammentarie”, affermano i gruppi di minoranza, sottolineando come le famiglie abbiano il diritto di conoscere con il necessario anticipo dove studieranno i propri figli e quali saranno le condizioni organizzative del prossimo anno scolastico.

    Con la richiesta di un Consiglio comunale straordinario, le minoranze puntano a riportare la questione al centro del dibattito istituzionale, chiedendo trasparenza, programmazione e risposte concrete su una vicenda che, con l’avvicinarsi dell’inizio delle lezioni, alimenta la preoccupazione di molti genitori.

     

    NB – L’immagina di copertina è stata generata dall’IA