Notizie di Categoria: Cronaca amministrativa

  • Unione dei Comuni “Le Terre del Sole”: Romina Sulpizii è la nuova presidente

    Unione dei Comuni “Le Terre del Sole”: Romina Sulpizii è la nuova presidente

    GIULIANOVA – Voltare pagina per costruire una programmazione strategica e condivisa. L’Unione dei Comuni “Le Terre del Sole” ha una nuova guida: è Romina Sulpizii, sindaca di Morro d’Oro, eletta alla presidenza dell’ente sovracomunale che raggruppa sei importanti realtà del territorio teramano: Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Mosciano Sant’Angelo, Notaresco, Morro d’Oro e la stessa Bellante. La nomina di Sulpizii segna l’inizio di una fase cruciale per l’organismo, chiamato a giocare un ruolo di primo piano nel rilancio economico e sociale dell’area. Nel raccogliere il testimone, la neo presidente ha espresso profonda gratitudine per la fiducia accordatale dai colleghi primi cittadini, tracciando subito la rotta del suo mandato: dialogo continuo e cooperazione istituzionale. Il fulcro della nuova presidenza sarà la capacità di fare squadra, superando i campanilismi per rispondere alle reali esigenze della comunità. «Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità – ha dichiarato Romina Sulpizii subito dopo l’elezione – e con la ferma convinzione che solo attraverso una stretta sinergia tra i nostri Comuni sia possibile costruire una programmazione davvero efficace. Il nostro obiettivo deve essere quello di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini». L’agenda della neo presidente è già fitta di impegni. Sulpizii ha infatti delineato i tre pilastri su cui si poggerà l’azione dell’ente nei prossimi mesi: Intensificare il dialogo politico e amministrativo tra le sei municipalità; valorizzare e ampliare la gestione associata delle funzioni comunali, un sistema che permette di abbattere i costi e migliorare l’efficienza delle prestazioni erogate; sviluppare una forte capacità di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei (fondi PNRR e comunitari) a beneficio dell’intero comprensorio.L’orizzonte finale è chiaro: trasformare l’Unione dei Comuni in un attore politico e strategico di primo livello, capace di pianificare interventi di ampio respiro in grado di sostenere la crescita del territorio e migliorare la qualità della vita dei residenti.

     

    Romina Sulpizi, il nuovo presidente
  • Polemica infuocata ad Atri: “Il Comune non legittimi la cultura neofascista”

    Polemica infuocata ad Atri: “Il Comune non legittimi la cultura neofascista”

    ATRI – È una vera e propria tempesta politica quella che si abbatte sull’Auditorium Sant’Agostino dopo la decisione di ospitare la presentazione del libro Tu chiamala se vuoi rivoluzione di Gabriele Adinolfi. La concessione della struttura comunale ha scatenato la dura reazione delle forze del centro-sinistra cittadino, che accusano l’amministrazione di aver compiuto una scelta grave e politicamente inaccettabile.

    «Non siamo di fronte a una semplice presentazione di un libro», attacca Sinistra Italiana in un comunicato, «ma alla decisione di concedere uno spazio pubblico a una figura storicamente riconducibile all’area dell’estrema destra neofascista italiana». Dello stesso tenore le dichiarazioni del capogruppo di Prospettiva Atri, Ugo Giuliani il aggiunge che vorrebbe capire: “i criteri con cui è stata autorizzata la cosa, visto che negli stessi giorni c’è in atto una mostra d’arte”. Secondo il comunicato diffuso da S.I., l’iniziativa rischierebbe di trasformare un luogo istituzionale in uno spazio di legittimazione per una cultura politica ritenuta incompatibile con i principi della Costituzione.

    Nel mirino, naturalmente, finisce la figura di Gabriele Adinolfi, la cui storia politica viene ricordata nel documento: dalla militanza nei movimenti extraparlamentari neofascisti degli anni Settanta alla fondazione di Terza Posizione, fino alle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto per reati associativi nell’ambito di Terza Posizione e dei Nuclei Armati Rivoluzionari.

    «Nessuno mette in discussione la libertà di espressione o il diritto di presentare un libro – si legge nel comunicato – ma una cosa è un’iniziativa privata, altra cosa è la scelta di un’amministrazione comunale di concedere il prestigio di uno spazio pubblico». Secondo gli oppositori, le istituzioni non possono considerarsi neutrali quando mettono a disposizione strutture pubbliche, perché devono rispettare i valori fondanti della Repubblica.

    Cesare Zippilli, segretario cittadino del PD, rincara la dose: “Credo sia stato toccato il fondo da parte di un’amministrazione non di centro-destra ma di destra-destra, la quale avalla oppure fa finta di non capire ciò che ha autorizzato. In entrambi i casi è un qualcosa di scandaloso».

    La richiesta rivolta al sindaco e alla giunta è netta: chiarire con quali criteri sia stata autorizzata l’iniziativa, se siano state fatte valutazioni sull’opportunità politica e istituzionale della concessione e quale messaggio si intenda trasmettere alla cittadinanza, soprattutto alle nuove generazioni.

    «L’antifascismo non è un’opinione tra le altre ma il fondamento della nostra Repubblica». Da qui la richiesta di revoca della concessione dell’Auditorium Sant’Agostino e l’invito all’amministrazione comunale a riaffermare con atti concreti la propria adesione ai valori democratici e costituzionali.

    La polemica, dunque, è appena iniziata. La presentazione del libro diventa il nuovo terreno di scontro politico ad Atri, con l’opposizione che accusa il Comune di aver superato una linea considerata invalicabile e chiede un intervento immediato per evitare quella che viene definita una “normalizzazione del neofascismo”.

  • Consigli di quartiere, Siamo Roseto all’attacco: «Partecipazione solo sulla carta»

    Consigli di quartiere, Siamo Roseto all’attacco: «Partecipazione solo sulla carta»

    ROSETO DEGLI ABRUZZI – È firmato dal gruppo politico Siamo Roseto il duro intervento che torna ad accendere il dibattito sul funzionamento dei consigli di quartiere. Nel comunicato, sottoscritto anche da alcuni ex componenti degli organismi di partecipazione e da cittadini delle frazioni, vengono contestate le recenti dichiarazioni dell’amministrazione guidata dal sindaco Nugnes, giudicate «trionfalistiche» rispetto all’effettiva attività svolta dai consigli. Secondo Siamo Roseto, i numeri raccontano una realtà diversa: 80 convocazioni complessive distribuite tra 12 consigli di quartiere nell’arco di quattro anni, con alcuni organismi che non si sarebbero mai riuniti o che avrebbero convocato appena una o due sedute. Un dato che, secondo il gruppo, dimostrerebbe la scarsa efficacia dello strumento di partecipazione.

    Le critiche non riguardano soltanto la frequenza delle riunioni, ma anche il rapporto con l’amministrazione comunale. Gli ex componenti sostengono infatti che molte delle proposte avanzate dai consigli siano rimaste inascoltate, citando tra gli esempi la riorganizzazione della viabilità nelle frazioni di Voltarrosto e Campo a Mare, realizzata – affermano – senza recepire le osservazioni dei residenti. Nel mirino anche la vicenda del centro di raccolta e riuso a Roseto Sud. I firmatari ricordano come il consiglio di quartiere si fosse espresso contro l’opera e sottolineano quello che definiscono un cambio di posizione della maggioranza rispetto agli impegni assunti durante la campagna elettorale.

    Tra i temi richiamati figura anche il futuro del Liceo Saffo. Secondo Siamo Roseto e gli ex consiglieri intervenuti, la richiesta di mantenere la scuola nella sua sede attuale non sarebbe stata presa in considerazione, con l’amministrazione orientata invece verso il trasferimento nell’area dell’ex mattatoio. «I consigli di quartiere – concludono i firmatari – avrebbero dovuto rappresentare il cuore della partecipazione democratica, ma sono stati svuotati del loro ruolo. La partecipazione si misura con l’ascolto, il confronto e il rispetto degli impegni assunti nei confronti dei cittadini».

  • Viabilità, al via i lavori sulle provinciali del Fino: in estate investimenti per oltre 2 milioni di euro

    Viabilità, al via i lavori sulle provinciali del Fino: in estate investimenti per oltre 2 milioni di euro

    Sono partiti questa mattina gli interventi di manutenzione straordinaria sulle strade provinciali del comprensorio del Fino, danneggiate dalle eccezionali ondate di maltempo che hanno colpito il
    Teramano nella scorsa primavera. Il primo cantiere interessa la Provinciale 36, in località Saputelli, dove è in corso la ricostruzione della scarpata di valle franata nei mesi scorsi. Al termine dei lavori
    sarà rimosso l’impianto semaforico che attualmente regola il transito a senso unico alternato. L’intervento rientra in un progetto più ampio, finanziato dalla Provincia di Teramo con 186 mila euro provenienti dai fondi destinati alla manutenzione della rete viaria. I lavori interesseranno anche altri tratti particolarmente compromessi: la Provinciale 34, nei pressi della zona industriale di
    Bisenti, la Provinciale 365 in prossimità del centro abitato dello stesso comune, la Provinciale 32 in località San Giorgio e nel territorio di Castiglione Messer Raimondo, oltre alla bretella di
    collegamento ex Vomano-Fino. L’obiettivo è mettere in sicurezza le arterie maggiormente colpite dai dissesti, ripristinando condizioni di piena percorribilità e riducendo i disagi per automobilisti e residenti. Ad annunciare un ulteriore piano di investimenti è il consigliere provinciale delegato alla viabilità, Dino Ioannone, che sottolinea come gli interventi attualmente in corso rappresentino solo
    una parte delle opere programmate sul territorio. «Nel comprensorio del Fino – spiega Ioannone – sono previsti altri importanti lavori finanziati attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione,
    destinati alla sistemazione delle ex statali 365 e 491. Complessivamente, nel corso dell’estate, la Provincia investirà circa 2 milioni di euro per migliorare le principali arterie che attraversano la
    vallata del Fino fino a Isola del Gran Sasso». Un piano di manutenzione che punta a rafforzare la sicurezza della rete stradale provinciale e a garantire collegamenti più efficienti in un’area
    particolarmente colpita dagli eventi meteorologici degli ultimi mesi.

  • estEENazione, attività confermate anche durante l’estate a Silvi

    estEENazione, attività confermate anche durante l’estate a Silvi

    SILVI – Le attività del progetto DestEENazione proseguiranno anche nel periodo estivo. L’iniziativa, promossa dall’Ambito Sociale n. 23 Fino-Cerrano con il Comune di Silvi capofila, è attiva da marzo nella struttura di Piane Maglierici. Gli oltre 150 ragazzi iscritti potranno continuare a partecipare alle iniziative. Le attività saranno aperte anche a nuovi partecipanti. Da lunedì sarà operativo un servizio di bus navetta gratuito con due mezzi. Le fermate sono previste a San Silvestre, Stazione ferroviaria, McDonald’s e Baraonda. La prenotazione dovrà essere effettuata entro le 18.30 del giorno precedente tramite WhatsApp al numero 3387313579. A gestire il centro sono le cooperative New Laser, L’Elefante Scs e Controspot Aps. Il programma comprende attività educative, sportive, ricreative e di orientamento al lavoro. Previsti anche laboratori, tirocini con aziende del territorio e supporto psicologico per i giovani. L’assessore alle Politiche Sociali Beta Costantini ha sottolineato l’importanza del progetto per favorire la crescita personale e l’inclusione sociale dei ragazzi.
    Per informazioni e modalità di partecipazione è possibile consultare la pagina Facebook DestEENazione Silvi.

  • Strada Provinciale 29/b, le minoranze chiedono un Consiglio comunale straordinario

    Strada Provinciale 29/b, le minoranze chiedono un Consiglio comunale straordinario

    Le forze di minoranza hanno annunciato la convocazione di un Consiglio comunale straordinario dedicato alla situazione della S.P. 29/b. L’obiettivo è fare il punto sugli impegni assunti nel verbale sottoscritto il 26 giugno e verificare lo stato di avanzamento degli interventi previsti. Alla seduta saranno invitati tutti i firmatari del documento, chiamati a riferire pubblicamente sui risultati raggiunti, sulle attività ancora da completare e sui tempi necessari per la loro conclusione.

    Nel frattempo, come previsto dal cronoprogramma, la Provincia ha portato a termine un primo intervento, completando la pulizia del sedimento stradale e della vegetazione lungo la carreggiata. Sono stati inoltre ripristinati i canali di scolo e le cunette, opere ritenute fondamentali per migliorare le condizioni di sicurezza della strada.

    Per le minoranze si tratta di un passo importante, ma non sufficiente. I consiglieri chiedono che gli impegni assunti vengano rispettati integralmente e che venga garantita la massima trasparenza sull’iter dei lavori. «I cittadini meritano risposte chiare, tempi certi e il pieno rispetto degli impegni presi», sottolineano, assicurando che continueranno a vigilare sull’operato delle istituzioni coinvolte. Il messaggio finale è netto: «Adesso è il momento della responsabilità».

  • Pineto, il verde pubblico cerca alleati: il Comune apre alle sponsorizzazioni

    Pineto, il verde pubblico cerca alleati: il Comune apre alle sponsorizzazioni

    PINETO -Curare e valorizzare il verde pubblico richiede risorse e interventi costanti, ma non sempre i Comuni riescono a far fronte a tutte le esigenze. Per questo il Comune di Pineto ha deciso di coinvolgere il mondo delle imprese, lanciando un avviso pubblico rivolto ad aziende, artigiani, attività commerciali, industrie e altri soggetti interessati a prendersi cura di alcune delle principali aree verdi cittadine.

    L’iniziativa prevede la stipula di contratti di sponsorizzazione della durata di tre anni, con possibilità di proroga per un ulteriore anno. Gli sponsor potranno occuparsi della progettazione, della riqualificazione e della manutenzione degli spazi assegnati, contribuendo così a migliorarne l’aspetto e la fruibilità.

    L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è duplice: da un lato alleggerire il peso della manutenzione ordinaria, dall’altro rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, favorendo un maggiore senso di appartenenza alla comunità. In cambio dell’impegno assunto, i soggetti aderenti potranno promuovere il proprio marchio attraverso appositi spazi informativi, concordati con il Comune.

    Le aree interessate sono Largo Sant’Agnese, Piazza della Libertà, il Lungomare dei Pini e le rotatorie della SS16 agli incroci con via Industria, via De Titta, lo svincolo autostradale e via Patelli.

    Si tratta di una formula già sperimentata con successo in molti Comuni italiani, dove la collaborazione con i privati ha permesso di realizzare interventi di qualità, capaci di restituire decoro, originalità e nuovi spazi di aggregazione alla città.

     

  • Polo liceale Saffo, il Consiglio di Quartiere Roseto Centro contro la scelta dell’ex Mattatoio: «Area inidonea, si riapra il confronto»

    Polo liceale Saffo, il Consiglio di Quartiere Roseto Centro contro la scelta dell’ex Mattatoio: «Area inidonea, si riapra il confronto»

    ROSETO DEGLI ABRUZZI – La decisione del Consiglio comunale di individuare l’area dell’ex Mattatoio come sede del futuro Polo liceale Saffo continua a far discutere. Dopo il voto favorevole dell’assemblea civica dello scorso 17 giugno, arriva la dura presa di posizione del Consiglio di Quartiere Roseto Centro che, con un documento approvato all’unanimità, contesta la scelta sotto il profilo urbanistico, viabilistico e normativo, chiedendo di sospendere l’iter e riaprire il confronto sulla localizzazione della nuova scuola. Il documento, che il Consiglio di Quartiere apre anche all’adesione di cittadini e forze politiche, definisce il lotto dell’ex Mattatoio «assolutamente inidoneo» ad ospitare il nuovo complesso scolastico e richiama una serie di disposizioni nazionali in materia di edilizia scolastica. Secondo i consiglieri, l’area di circa 10 mila metri quadrati sarebbe infatti troppo piccola rispetto agli standard fissati dal Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975. Considerando gli oltre 1.150 studenti iscritti al Polo liceale, il fabbisogno minimo di superficie sarebbe compreso tra i 25 e i 30 mila metri quadrati. Un divario che, secondo il documento, renderebbe inevitabile la realizzazione di un edificio sviluppato in altezza, con spazi esterni ridotti e una minore disponibilità di laboratori e aree verdi. Tra le criticità vengono evidenziati anche i vincoli derivanti dalla vicinanza della linea ferroviaria, che ridurrebbero ulteriormente la superficie edificabile e renderebbero necessari interventi di insonorizzazione.

    Altro capitolo riguarda la viabilità. Il Consiglio di Quartiere ritiene che l’accesso al futuro liceo attraverso la Statale 16 Adriatica possa determinare pesanti ripercussioni sul traffico cittadino negli orari di ingresso e uscita degli studenti. Nel documento si sottolinea inoltre la mancanza di percorsi ciclopedonali protetti, l’insufficienza del trasporto pubblico e le possibili difficoltà per i mezzi di soccorso in caso di emergenza. I consiglieri contestano anche le motivazioni che hanno portato a escludere l’area dell’ex Fornace Catarra, indicata in passato come soluzione preferibile dalla dirigenza scolastica, dal Consiglio d'Istituto e dal Collegio dei Docenti. Secondo il Consiglio di Quartiere, il sito disporrebbe delle dimensioni necessarie e di una posizione più funzionale, mentre le criticità geologiche richiamate dall’Amministrazione comunale sarebbero superabili con le moderne tecniche costruttive. Inoltre, osservano i firmatari, la stessa area risulta già interessata da previsioni urbanistiche per interventi edilizi privati e commerciali. Per queste ragioni il Consiglio di Quartiere chiede formalmente al Comune di non dare seguito alla delibera approvata il 17 giugno, ritenendo che il progetto possa non superare le verifiche tecniche previste dagli enti competenti, con il rischio di compromettere anche l’accesso ai finanziamenti necessari per la realizzazione dell’opera. Nel documento viene inoltre chiesta la sospensione dell’iter della convenzione urbanistica sull’area dell’ex Fornace Catarra, affinché possano essere valutate eventuali soluzioni per acquisire il sito al patrimonio pubblico e destinarlo alla costruzione del nuovo polo scolastico. Alla Provincia di Teramo viene invece richiesto di effettuare una verifica tecnica preventiva sulla conformità del lotto dell’ex Mattatoio ai requisiti previsti dalla normativa sull’edilizia scolastica, mentre al Comune si propone la convocazione, dopo l’estate, di un Consiglio comunale aperto o di un’assemblea pubblica con tecnici comunali e provinciali per riesaminare la scelta sulla base di dati oggettivi. Il Consiglio di Quartiere conclude annunciando che, in assenza di un riesame della decisione, valuterà ulteriori iniziative pubbliche e la trasmissione delle proprie osservazioni agli organi di controllo competenti e alla Corte dei Conti. Il documento porta le firme del presidente Fabio Celommi, del vicepresidente Maurizio Zitti e dei consiglieri Maridele Celommi, Gaetano Cori, Emilia D’Emilio, Marcello Di Febo, Grazia Marini, Mario Mazzoni e Vittorio Racinelli.

  • Hortus Hatriae: il giardino che c’era… ma solo all’inaugurazione

    Hortus Hatriae: il giardino che c’era… ma solo all’inaugurazione

    Un mese fa, in una giornata di quelle che sembrano scritte apposta per i comunicati stampa, l’Hortus Hatriae è stato inaugurato in pompa magna. Nastri, sorrisi istituzionali, fotografie ufficiali e la promessa – pronunciata con quella sicurezza che di solito si riserva alle previsioni del tempo – che lo spazio verde realizzato dagli studenti delle scuole superiori, con il contributo della Fondazione Tercas, sarebbe diventato un piccolo gioiello visitabile e curato con dedizione dagli operai comunali.

    Un mese dopo, il miracolo botanico sembra aver preso una strada tutta sua: quella dell’invisibilità amministrativa.

    Secondo le dichiarazioni iniziali, l’Hortus Hatriae avrebbe dovuto rappresentare un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, enti e territorio. Un orto didattico, certo, ma anche un simbolo: quello delle cose che nascono, crescono e – possibilmente – vengono anche mantenute in vita dopo la foto ufficiale.

    E invece, ieri, chi si è avvicinato al sito ha potuto sperimentare una nuova forma di archeologia contemporanea: quella del “quasi-visibile”. L’area risulta infatti non visitabile, nonostante il vicino Museo Archeologico segua orari regolari e continui la sua attività come se nulla fosse accaduto nel mondo vegetale accanto.

    L’Hortus, a quanto pare, ha scelto una forma di autonomia radicale: l’auto-chiusura.

    La manutenzione promessa dagli operai comunali, nel frattempo, sembra essersi evoluta in un concetto filosofico più che operativo. Una presenza eterea, evocata nei discorsi inaugurali, ma difficile da riscontrare nella pratica quotidiana. Le piante, lasciate a sé stesse con la fiducia tipica delle grandi occasioni, stanno probabilmente sperimentando anche loro il senso dell’abbandono creativo.

    C’è chi sostiene che si tratti di una “fase di assestamento”. Altri parlano di “tempi tecnici”. Qualcuno, più ottimista, ipotizza che l’orto stia semplicemente lavorando a un concetto innovativo di biodiversità: quello in cui le erbacce crescono indisturbate mentre le intenzioni progettuali vengono potate alla radice.

    Resta il fatto che l’Hortus Hatriae, inaugurato come promessa di apertura e partecipazione, oggi risponde con un messaggio molto chiaro, anche se non scritto: “visitabile sì, ma solo nella memoria dell’inaugurazione”.

    Nel frattempo, gli studenti che lo hanno realizzato possono vantare un’esperienza formativa di grande valore: imparare che in alcuni casi la parte più duratura di un progetto non è la sua realizzazione, ma la sua conferenza stampa.

    E mentre il Museo Archeologico accanto continua giustamente la sua attività, l’orto contemporaneo sembra già essere entrato nella categoria più italiana dei luoghi pubblici: quelli perfettamente funzionanti… finché non li si guarda da vicino.

  • Basta insulti sui muri! La strigliata (e l’invito) dell’assessore: “Cancelliamo il degrado con l’arte”

    Basta insulti sui muri! La strigliata (e l’invito) dell’assessore: “Cancelliamo il degrado con l’arte”

    PINETO – In estate ogni dettaglio del territorio deve funzionare con la precisione di un orologio svizzero. Offrire al turista e ai residenti il meglio in termini di cura e decoro urbano è una priorità. Per questo motivo a Pineto sono partiti e terminati a tempo di record importanti lavori di manutenzione. L’intervento ha riguardato l’adeguamento dei sottopassi cittadini, passaggi frequentati ogni giorno. Recentemente, queste strutture erano state prese di mira dai soliti vandali e da finti artisti. Le pareti erano state deturpate con scritte al limite della decenza e insulti gratuiti. Tali bravate, oltre a mostrare una brutta immagine della cittadina, pesano sulle tasche dei cittadini. I costi di ripristino, infatti, ricadono inevitabilmente sulla comunità, del tutto incolpevole. Davanti a questo scenario, l’assessore Martella ha deciso di lanciare una proposta costruttiva. L’amministratrice crede molto nella creatività delle persone come risorsa preziosa da valorizzare. Ha invitato quindi i giovani desiderosi di mettersi alla prova a presentare progetti di street-art. L’idea è quella di avviare percorsi seri per trasformare i muri grigi in vere e proprie opere d’arte. L’assessore si è detta felice di potersi confrontare con i ragazzi e valutare insieme le proposte. Nel frattempo, la rimessa in opera dei sottopassi restituisce decoro e pulizia alla cittadina. L’Ente si dimostra fiducioso nel fatto che la cittadinanza saprà preservare questi spazi rinnovati. Il rispetto del bene comune e il decoro urbano restano, dopotutto, un valore aggiunto per tutti.